LA SAPIENZA: CLASSICA AL TRAMONTO

Alessandro SimoniProsegue Classica al tramonto, il festival di musica da camera organizzato dalla Iuc (Istituzione Universitaria dei Concerti) in un luogo appartato e magico di Roma, il Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza” (largo Cristina di Svezia 23a). Il concerto di venerdì 17 luglio alle 20.30 è diviso – come i precedenti – in due parti, la prima affidata al pianista Alessandro Simoni, la seconda ad un gruppo da camera formato da docenti e allievi dell’Avos Chamber Music Project. Il ventitreenne Alessandro Simoni è un Luca_Sanzò-fotogiovane pianista emergente, riconosciuto da una lunga serie di vittorie e di premi in concorsi nazionali ed internazionali. Ha già avviato una promettente carriera concertistica, mentre continua a perfezionarsi alla prestigiosa Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Bendetto Lupo, dalla cui classe sono usciti molti dei migliori pianisti italiani delle ultime Mirei_Yamada-foto1generazioni. Recentemente ha inciso il suo primo cd. Questo interessantissimo nuovo talento si presenta con un programma da far tremare i polsi anche ai più esperti. Inizia con Fryderyk Chopin, di cui eseguirà il Notturno in do diesis minore op. postuma, una musica tranquilla, sognante, dolce ed espressiva, e poi lo Scherzo n. 3, che è invece più intenso e agitato e presenta notevoli difficoltà tecniche per ottenere le Lara_Biancalana-fotosonorità modernissime per l’epoca richieste dal compositore. Il tasso di virtuosismo aumenta ancora con la Ballata n. 2 di Franz Liszt e con i Tre movimenti da Petrouchka di Igor Stravinskij, uno dei brani più diabolicamete difficili di tutta la letteratura pianistica. Entrano poi in scena cinque musicisti, tutti coinvolti nell’Avos Chamber Music Project (http://www.avoschamber.it/) due andrea_di_marzio-foto1come docenti (Mirei Yamada e Luca Sanzò, rispettivamente violino e viola) e tre come allievi (i pianisti Andrea Di Marzio e Antonino Fiumara e la violoncellista Lara Biancalana). Eseguiranno due capolavori della letteratura cameristica, il Trio élégiaque in sol minore n. 1 di Sergej Rachmaninov e il Quartetto con pianoforte in mi bemolle maggiore op. Antonino_Fiumara47 di Robert Schumann. Il Trio fu composto da Rachmaninov appena gli giunse la notizia della tragica morte di Ciajkovskij, cui era particolarmente legato e da cui era stato consigliato, incoraggiato e aiutato quando stava facendo i primi passi come compositore. Il Quartetto di Schumann – un capolavoro della musica da camera del periodo romantico – è inconfondibilmente schumanniano per il taglio delle melodie, per l’andamento ritmico, per lo slancio entusiastico che lo pervade: un’opera carica di ispirazione e passione, che racchiude al suo interno quel gioiello che è l’Andante. Saranno scrupolosamente osservate le norme anti covid, in particolare il distanziamento e la mascherina.