C’ERA UNA VOLTA VILLA PAGANINI

VILLA PAGANINIUna bimba si sporge dalla recinzione che circonda il laghetto e poi tira indietro la testa, delusa: “Ma qui non c’è acqua”. “Te l’avevo detto, sono anni che manca, ora vieni a lavarti le mani, c’è di tutto lì dentro”, le risponde la mamma. Darle torto è difficile: del laghetto, il ninfeo e il torrente, un tempo gioielli di villa Paganini, non c’è più traccia. L’area è quasi completamente prosciugata, fatta eccezione per una pozza d’acqua, diventata luogo di ristoro per zanzare, cornacchie e piccioni. Nonché piccola discarica in cui galleggiano bottiglie di birra vuote, cassette di poliestere, vaschette e bicchieri di plastica e, persino, resti di chissà quali apparecchi elettronici. Uno scenario intollerabile per gli storici e appassionati frequentatori del giardino di fronte a Villa Torlonia. Da anni ormai i residenti sentono la mancanza di quel laghetto suggestivo in cui si riflettevano i nomi illustri di Massimo D’Antona, Giorgio Ambrosoli, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, a cui sono intitolati i viali interni. Ora, alcune targhe sono state imbrattate con bombolette spray e nel lago l’unico a specchiarsi è il degrado. “Chi, come me, è cresciuto in questa villa e la conosce bene, ormai viene qui solo per affetto — spiega Egidio, 60 anni, che ogni giorno passeggia nell’area verde insieme ai suoi due cagnolini — . Sono anni che versa in queste condizioni”. Attraverso i suoi occhi si possono rivedere i giardini com’erano un tempo: “Lo specchio d’acqua del lago e la fontana di pietra poco lontano dove si trovavano anche i pesciolini rossi”. Ora da quella fontana non esce acqua e al suo interno si trovano solo foglie secche e pezzi di vetro. “E dire che quando ero bambino e venivo qui, mi sembrava di trovarmi nei giardini all’inglese del film Disney Lilli e il vagabondo” rivela Paolo Peroso, altro assiduo frequentatore del parco che si affaccia sulla Nomentana. “Almeno adesso l’erba è tagliata, ci si può sedere sulle panchine e i cestini sono vuoti. Un passo in avanti”. Ma guardando le scritte vandaliche sul ponticello che attraversa il lago, e la grotta ninfeo artificiale, che qualcuno ha trasformato in pattumiera, lasciandoci anche una ciotola per cani, è difficile rallegrarsi. Eppure l’area era stata restaurata nel 2004, sotto la giunta Veltroni, a 70 anni dalla prima apertura al pubblico, nel 1934. A risollevare gli animi degli sconfortati amanti di villa Paganini però c’è l’area cani. Che ora appare pulita, senza erbacce e con i cestini svuotati. Il merito è dei residenti che, stanchi di fare slalom tra le feci e coprirsi il naso per il cattivo odore, hanno deciso di pulire l’area. “I volontari dell’associazione Amici di Porta Pia, di cui sono il presidente, insieme ai proprietari degli animali, si sono dati appuntamento per restituire decoro alla zona”, racconta Peroso. La speranza, ora, è che rimanga pulita e che possa dare un po’ di sollievo a tutti gli affezionati frequentatori della villa che, passando di fronte a quel che resta del laghetto, tirano sempre un sospiro. Un po’ nostalgico, un po’ rabbioso. Fonte: la Repubblica