VERANO: ROSE NELLA TOMBA DI ELENA AUBRY

Un piccolo mazzo di rose, lasciato li’ in quella che fino a poco tempo fa era la sua ‘casa’. Questo resta, nel giorno del secondo anniversario della sua morte, nella tomba della 26enne Elena Aubry, all’interno del cimitero monumentale del Verano a Roma dove ignoti hanno rubato le ceneri della giovane motociclista deceduta esattamente due anni fa. Dopo la denuncia choc della madre Graziella Viviano, con l’invito a riportare le ceneri di sua Fiori Verano Elena Aubryfiglia, stanotte anche i suoi amici bikers hanno voluto ricordare Elena, depositando dei fiori sulla via Ostiense. “Gli amici di Elena, i suoi fantastici amici motociclisti sono andati a portare, stanotte, i fiori al suo albero, malgrado e a maggior ragione dopo ciò che è successo – scrive Graziella Viviano – . Nessuno potrà mai strapparti, amore mio, dal cuore di chi ami e da chi ti ama. I motociclisti sono duri, tenaci e con un grande cuore. Ma poi tu sei una motociclista e lo sai. Proteggi i tuoi fratelli Bikers, proteggi tutti noi e dacci la forza di andare sempre avanti e ancora una volta di ridare gas. Elena c’è”. La giovane morì in un incidente stradale mentre era alla guida della sua moto, lungo la via Ostiense. Un omaggio commovente, tra i resti del marmo sfondato dai ladri, che svela tutta l’atrocità di chi ha deciso nottetempo di rubare le ceneri della giovane. Un episodio denunciato dalla mamma, Graziella Viviano, su Facebook e su cui indagano i Carabinieri. Il fatto ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza interna all’area. A due giorni dall’avvio della Fase 2, il cimitero monumentale che accoglie le spoglie di De Sica, Sordi, Mastroianni, Manfredi, Rossellini, Ungaretti e Trilussa, torna a fare i conti con i suoi problemi. Fatte salve alcune zone, nei viali sono visibili i segni post-quarantena tra erba alta, sampietrini sommersi dal verde, piante pericolanti, fontane otturate e rifiuti. A pochi passi dalla tomba di Nino Manfredi, le fontane ornamentali sono spente e quelle per i fiori sono otturate. Idem nel riquadro 143, non lontano dalle spoglie di De Sica e Alberto Sordi. I viali principali sono curati ma basta passeggiare dal ‘Tempietto egizio’ fino alla zona ‘Ampliamento’ per vedere i segni della quarantena. L’erba alta è ovunque e la primavera ha messo radici tra le crepe e gli spacchi. Qualche pianta ha preso il sopravvento. Lo stesso nell’area nota come ‘La confraternita’ dove restano i segni del cedimento di un grosso albero. Accanto alla tomba depredata di Elena Aubry, qualcuno, in un altro loculo forse derubato o dimenticato, ha gettato persino dei rifiuti. Fonte: Romatoday