L’EX PORTA SALARIA SNODO STRADALE DEL QUARTIERE

È stata realizzata per migliorare la viabilità di Roma dopo la demolizione di Porta Salaria nel 1921. Oggi piazza Fiume è uno snodo stradale nevralgico ed è vicina a tutto: via Salaria, Porta Pia, Villa Borghese, via Veneto, piazza della Repubblica, via Nazionale. Qui in età romana si trovavano gli uffici della dogana, tanto che a poca distanza fu rinvenuta PIAZZA FIUMEuna pietra daziaria sistemata per indicare il confine amministrativo. Ed è sempre da qui che secoli più tardi entrarono Alarico e i suoi guerrieri Visigoti. Era la notte del 24 agosto del 410 d.C. e il saccheggio di Roma durò tre giorni. La commozione e lo sgomento attraversarono tutto l’Impero. Con la demolizione di Porta Salaria venne ritrovato il sepolcro di Quinto Sulpicio Massimo, un ragazzo morto a undici anni, divenuto popolare in età romana per le sue doti poetiche. Pur giovanissimo partecipò infatti con altri 52 poeti alla terza edizione del Certamen capitolino in lingua greca del 94 d.C. Non vinse la gara, ma suscitò meraviglia e ammirazione nei giudici. Della Porta Salaria non sono rimaste tracce. Erano state lasciate le impronte visibili del tracciato, ma i lavori per la costruzione dei moderni sottopassaggi le hanno rese praticamente irrintracciabili. Una curiosità: ancora oggi, a piazza Fiume, guardando le mura Aureliane verso Porta Pia, si nota una piccola sporgenza: è la latrina pensile di cui si servivano i soldati in servizio. Ai giorni nostri l’architettura della piazza vede alternarsi edifici del passato con costruzioni moderne. Luogo di uffici, ristoranti, caffè, gelaterie e negozi, l’icona commerciale della zona è la Rinascente, il grande magazzino inaugurato nel 1960. Progettato da Franco Albini e Franca Helg negli anni Sessanta, ben rappresentava l’Italia del boom economico, mettendo in mostra ogni bene possibile in 50 reparti di vendita su sette piani.