LE PREOCCUPAZIONI DEL COMITATO PER VILLA PAOLINA

PIAZZA XXI APRILE VILLA PAOLINAScrive il Comitato Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt: “È con grande delusione che apprendiamo che il cosidetto progetto di Restauro di Villa Paolina  presentato con una semplice Scia in Municipio è in realtà un progetto di Ristrutturazione Edilizia pesante che prevede varie demolizioni e ricostruzioni, che dovrebbero richiedere un permesso a costruire. Si demoliscono tutti i muri portanti interni e tutti i solai, variando le quote di calpestio e mantenendo le sole mura perimetrali: praticamente si svuota la Villa come una zucca di Halloween, tra l’altro con seri pericoli per la sua stabilità. Si aprono finestre nuove e si costruiscono nuovi balconi, completamente avulsi dal contesto architettonico della villa, si elimina uno scalone esterno monumentale e il famoso scalone ligneo interno, si fanno scavi nel giardino e intorno alla Villa per far diventare piano terra il seminterrato. Inoltre  si sopraeleva di un piano per costruire 4 superattici e si aumentano le volumetrie. Così si costruiranno 27 nuovi appartamenti. Il progetto così descritto è nettamente in contrasto con le prescrizioni del Decreto di Vincolo sulla Villa che è stato pubblicato dalla Direzione Generale del Ministero il 2 settembre 2019, e che prescrivono ‘il mantenimento dell’assetto planimetrico attuale, la conservazione dei prospetti, la conservazione della tipologia strutturale interna, mantenendo inalterati i principali rapporti tra gli elementi della stessa, con particolare riferimento alle quote di calpestio, e il mantenimento del giardino’. Ma la delusione maggiore è apprendere che tale  progetto è stato dichiarato “ammissibile” dalla Direzione Generale , e poi autorizzato con qualche prescrizione di rito dalla Soprintendenza di Roma.  Possibile che non si siano accorti che il progetto era in contrasto con il loro Decreto di Vincolo? Per questo motivo insieme a Cittadinanzattiva Trieste e Cittadinanzattiva Nomentano abbiamo presentato ieri un Esposto al Ministero dei Beni Culturali, al ministro Dario Franceschini, alla direttrice generale Abap Federica Galloni e alla Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro, chiedendo di annullare in Autotutela con la massima urgenza l’ autorizzazione emessa dalla Ss-Abap su tale progetto di Restauro, al fine di scongiurare la perdita del valore identitario che caratterizza il bene monumentale e il pericolo di crollo a seguito della demolizione dei muri portanti interni. Non solo, ma la Scia è stata presentata in attuazione dell’art.6 della legge di rigenerazione urbana (lr Lazio 7/2017), una cosa in netto contrasto con la circolare esplicativa della legge stessa in cui si riporta che “Tale tipologia di interventi deve naturalmente essere esclusa con riferimento ad immobili sottoposti a vincolo diretto ai sensi del titolo II del d.lgs. 42/2004” e  per questo motivo abbiamo chiesto al Municipio di rigettare la pratica”.