DEGRADO ATTORNO A VILLA TORLONIA

ATTORNO A VILLA TORLONIAÈ una caccia al tesoro al contrario la ricerca delle strisce bianche nel quartiere Nomentano tra via Alessandro Torlonia e piazza Bologna, in un Municipio di attraversamento, il II, denso di scuole, uffici pubblici, parchi, ambasciate. In prossimità degli incroci che si susseguono lungo un percorso molto frequentato al mattino da studenti, lavoratori diretti alla fermata della metropolitana in piazza Bologna, runner spesso isolati dagli auricolari, padroni con cani al guinzaglio la segnaletica visibile è assai più rara di quella fantasma, deteriorata dal tempo e dall’incuria. In via di Villa Torlonia, davanti al palazzo che ospita, tra gli altri, l’Ordine dei farmacisti, la Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori) e Confindustria Ceramica, resta soltanto un lembo consumato dell’attraversamento pedonale, occupato da un’auto in sosta vietata: «So che più di qualche condomino ha segnalato il problema – racconta la portiera, Cinzia Del Monte, 48 anni -. È pericoloso anche soltanto andare a buttare la spazzatura nei secchioni dall’altro lato della strada (nel frattempo, a luglio l’edicola di fronte ha chiuso, ndr). Ma qui le strisce andrebbero spostate, perché sono troppo vicine alla curva. Le macchine che svoltano da via Giovanni Battista De Rossi non hanno il tempo di frenare, troppe volte le ho sentite inchiodare, ne ho viste di tutti i colori…». Più avanti, le tracce di vernice bianca sono irriconoscibili anche all’intersezione con via Antonio Bosio e tra viale di Villa Massimo e via di Villa Ricotti. Davanti alla clinica Villa Margherita è rotto perfino lo specchio che dovrebbe facilitare la visuale per chi, uscendo dal parcheggio, si immette sulla carreggiata. «In 26 anni di servizio avrò visto almeno un centinaio di incidenti – rivela l’addetto all’accoglienza, che non vuole esporsi in prima persona – . Le auto sfrecciano come fulmini, sbattono contro il muro di fronte, si vedono i segni. Giorni fa, per l’inaugurazione dell’ambasciata del Bahrain era pieno di vigili, gli ho detto che dovrebbero passare più spesso… Un nostro dirigente aveva anche chiesto di installare una luce lampeggiante in modo tale che i veicoli rallentassero… Possibile che, statistiche alla mano, il Comune non intervenga?». Gli anziani, molto numerosi nel quartiere, sono rassegnati: «Avremmo bisogno di ausili – sospira Manlio Stefani, 85 anni, pensionato – , invece le strade sono dissestate e le strisce inesistenti…». La signora Paola Ruggeri, che abita in via Ravenna e glissa sull’età, conferma: «Mi sono chiesta con quale vernice le dipingano, perché appena le rifanno durano pochissimo… Una perdita di tempo e denaro, se utilizzassero materiale meno scadente eviterebbero di spendere due volte». All’incrocio con via Carlo Bartolomeo Piazza il copione si ripete: «Ormai tutta la segnaletica orizzontale, non soltanto gli attraversamenti pedonali, ma anche gli stop e le precedenze sono cancellati – osserva Claudio Oliva, 42 anni, mentre spinge la carrozzina della figlia di tre mesi -: è il risultato della mancata manutenzione del manto stradale e di uno stato di abbandono diffuso». Elisabetta Mauro, 42 anni, madre di un undicenne che tutti i giorni raggiunge a piedi la fermata della metro in piazza Bologna per andare alle medie, è «terrorizzata» al pensiero che il figlio, per quanto responsabile, attraversi senza un’adeguata protezione dei pedoni, ancor più se minorenni. Lo scorso 30 gennaio ha scritto al Sistema unico di segnalazione del Comune per denunciare il problema, allegando una piantina con i punti critici cerchiati in rosso: «Mi hanno risposto che avrebbero inoltrato la comunicazione agli uffici competenti… Vorrei sapere quanto tempo ci vorrà prima che intervengano e se si può avere un campione della vernice utilizzata: come cittadini, dovremmo poter verificare l’efficacia e la durata dei lavori». Fonte: Corriere della Sera