ORE DI CODA DOPO LA CHIUSURA DELLA GALLERIA GIOVANNI XXIII

galleria Giovanni XXIIICon la galleria Giovanni XXIII chiusa è un intero quadrante ad andare in tilt. Code di ore da Trionfale alla Camilluccia: “Quel che prima si faceva in 10 minuti diventa un tragitto di mezz’ora, fino a picchi di un’ora”, si sfoga Ivano Graziano, 68 anni, residente a Monte Mario. “Ho impiegato 40 minuti da casa a Trionfale, quando abitualmente ne impiego 15″. E per arrivare alla Balduina maxi ingorghi. Caos traffico soprattutto la mattina. A partire dalle 8 file chilometriche in via Andrea Angiulli, in via Augusto Conti e in via dell’Acquedotto del Peschiera. “È un delirio” , taglia corto Maria Angelina Ruiz, 61 anni, da 25 residente in piazza Nostra Signora di Guadalupe, a Monte Mario. E non bastassero gli interventi di riqualificazione della ” canna nord” della Galleria, la cui data di fine lavori è prevista, a detta del Campidoglio, tra 25, massimo 30 giorni, ci pensano altri cantieri a complicare la viabilità nel reticolo di strade strette della zona. Ne sa qualcosa Massimiliano Lattanzi, proprietario di ” Pane e salame”, in via Trionfale: “I tecnici di Acea sono intervenuti 8 volte negli ultimi 8 mesi per ripristinare la rete fognaria. E chissà quante altre volte ancora”. Basta guardarsi intorno: il traffico è congestionato. I vigili fanno quello che possono. “Per noi costituiscono un doppio danno – sussurra Marco, il fratello minore di Massimiliano La gente non può sostare neppure un minuto per comprare uno sfilatino. Rischia la multa ” . Vale anche per chi deve effettuare operazioni di carico e scarico merci. “Mandano via tutti, anche i motorini. Negli ultimi 10 giorni abbiamo avuto un calo degli incassi del 30/40%”. A pochi passi dalla bottega dei una signora sulla quarantina, chiavi in una mano e busta nell’altra, va incontro ai vigili. È riuscita ad evitare la multa. Ovunque, nella zona, il traffico è triplicato. E si propaga, paralizzando intere aree. Che la Galleria sia uno snodo nevralgico lo si capisce dagli effetti dello stop. Per questo si era chiesto al Comune che i lavori fossero rimandati all’estate. I percorsi alternativi non mancherebbero. Eppure, da via della Camilluccia a piazza Walter Rossi, da via Igea a via Trionfale, regna il caos. Stessa scena in viale dei Monfortani e in via Stresa. Per Erica Buonvino, dipendente del “Caffè Igea”, “la strada più trafficata è via Mario Fani “. Con lei, c’è Simone Santangelo, proprietario del bar da 17 anni: ” Il K2 ( la strada che sovrasta l’Olimpico) è imprendibile. Ma in via Igea c’è un casino”. La colonna d’auto si apre per fare spazio a un’ambulanza. ” Raggiungere l’ospedale Gemelli è un incubo ” , commenta un automobilista. Per Serena Di Vincenzo a creare ingorghi e rallentamenti sono anche i semafori “sincronizzati male”. Come quello in via Fratelli Gualandi, non molto distante da piazza Thouar, dove c’è il mercato rionale: “I tempi di rosso – dice – sono spropositati ” . Transenne arancioni anche in via di Colle Sant’Agata, da via Giulio Salvadori a via Trionfale, a causa di una perdita idrica, risalente a 9 giorni fa: ” Siamo isolati – sospira Di Vincenzo – Anche oggi rinuncio all’auto. Meglio andare a piedi”. Fonte: la Repubblica