CORSO TRIESTE: I CITTADINI CONTRO L’ABBATTIMENTO DEI PINI

CORSO TRIESTEQuelle piante, che hanno ispirato le sinfonie di Ottorino Respighi, più recentemente i testi di Antonello Venditti, “costituiscono un patrimonio irrinunciabile – ripetono i comitati – il viale fa parte di un tessuto urbano tutelato dalla Soprintendenza”. Maria Pia Rosati, un’archeologa 66enne, racconta: “Abbiamo già contattato un agronomo della Sapienza, coinvolgeremo anche degli architetti del paesaggio. La prossima settimana chiederemo un incontro con la presidente del municipio II. Vogliamo conoscere gli esiti del monitoraggio. I pini non sono tutti malati”. Lunedì scorso un albero si è spezzato a metà, ferendo lievemente una 51enne che percorreva corso Triste a bordo di una Opel Mokka. Un altro pino era caduto il 22 dicembre in piazza Annibaliano. Ancora un incidente, davanti al liceo Giulio Cesare, il 9 febbraio del 2019. Un bollettino che ha indotto il Comune ha decidere per gli abbattimenti. Il municipio è stato informato quattro giorni fa, al temine di una riunione riservata con i tecnici del Campidoglio. “Tutti gli alberi – dice il capogruppo dem al municipio II Carlo Manfredi – sono danneggiati alle radici, in parte da un fungo, in parte a seguito dei lavori di rifacimento della strada”. Adesso l’idea, aggiunge Manfredi, “è quella di piantumare in un unico filare al centro della strada, per scongiurare nuovi problemi alle radici”. La commissione composta dai tecnici comunali e municipali con la consulenza degli agronomi esterni lavora ” per salvare i pini – fanno sapere in Campidoglio – intervallandoli magari con altre essenze, come cipressi e tigli”. La prospettiva del filare unico manda su tutte le furie la cittadinanza. “Non se ne parla – attacca Rosati – è una scusa per costruire altri parcheggi. Devono fare come aveva fatto Veltroni: togliere i pini malati e piantarne dei nuovi. Il doppio filare non si discute”. Il presidente della commissione Ambiente al municipio II Andrea Rollin ammonisce: “Ho fatto un accesso agli atti per conoscere il monitoraggio comunale, del quale non si ha contezza. Vanno abbattuti solo gli alberi che non si possono curare”. Fonte: la Repubblica