PARIOLI, STORIE DA MARCIAPIEDE

Gli automobilisti e i motociclisti, ormai si sa, devono stare attenti alle buche e ai mille ostacoli che le strade della Capitale offrono loro. Ma chi invece va a piedi può stare sereno o anche la vita del pedone è a rischio in una città sempre più in emergenza? Il Corriere della Sera lancia una campagna per verificare lo stato dei marciapiedi nei quartieri di PARIOLI MARCIAPIEDIRoma. Prima tappa: i Parioli. E la risposta di Enzo, 93 anni vissuti nel quartiere, non sembra lasciare spazio a interpretazioni: «Fanno schifo, non c’è altro da aggiungere». In effetti il signor Enzo, a passeggio con la sua badante in via Tommaso Salvini, è costretto allo slalom, ogni venti metri incontra una recinzione arancione, che di fatto complica il passaggio. Al civico 23 una voragine e alcuni mattoni ammassati impediscono persino l’uscita delle auto da un cortile. «Questo era un posto splendido, ma oggi è diventato impossibile anche solo camminare. Quando si rompe una cosa, nessuno se ne preoccupa e resta così per mesi. Per quanto tempo dovremo sopportare questo degrado?», si domanda sconsolato mentre torna verso casa. Sembra avere una risposta convincente la presidente del II Municipio, Francesca Del Bello del Partito democratico, che assicura: «Entro la fine del mese inizieranno gli interventi già programmati per rifare totalmente i marciapiedi di via Salvini e via Panama per una spesa complessiva di 900 mila euro». Per l’estate dunque almeno due strade dovrebbero tornare come nuove, ma tante altre avrebbero bisogno di essere ristrutturate, in particolare le secondarie dove passeggiare è diventato altamente rischioso. In via Feliciano Scarpellini per esempio il marciapiede ormai è inesistente, tanto che ai pedoni conviene camminare sulla carreggiata. «Sono decine le arterie sulle quali dovremo intervenire – ammette Del Bello -, per questo abbiamo stanziato un milione e 800 mila euro. Adesso stiamo decidendo quali sono le priorità». Girando per i Parioli, si nota come in realtà ci sia solo l’imbarazzo della scelta. Oltre alle voragini infatti ciò che complica la vita dei pedoni è l’ammasso di piante, foglie e rami caduti col maltempo dell’autunno scorso e mai raccolti. All’inizio di viale Parioli, lato Tevere, un albero è precipitato sulla recinzione di un parcheggio: «È così da un mese, ma nessuno è mai venuto a verificare, eppure la stazione dei vigili urbani è lì, a cinquanta metri», afferma il custode del parking. Stessa scena in via di Villa San Filippo, dove i rami sono ammassati lungo le strisce blu e occupano il posto di un auto. «Da novembre li hanno ammucchiati, hanno detto che sarebbero venuti a pulire – dice una signora che sta entrando in un portone -, ma poi non si è visto nessuno». Non cambia molto in via Lisbona angolo via Lima, dove l’albero è caduto su una panchina nei giardinetti e ha rotto anche una parte del marciapiede. «Sporcizia, buche, macchine in doppia fila; vivo ai Parioli dal ’77, ma mai si era arrivati a questo punto – è il commento di Laura -. Ogni mattina porto a spasso il mio Cookie (un Labrador, ndr) e mi accorgo di quanto degrado ci sia in giro. Qualche tempo fa sono persino inciampata in un ramo, per fortuna non mi sono fatta niente». «La raccolta e la rimozione delle piante cadute spetta al Servizio giardini, non al Municipio – ci tiene a specificare Del Bello -. Noi non possiamo far altro che segnalare le diverse situazioni, ma purtroppo anche le nostre richieste spesso rimangono lettera morta». E intanto i cittadini attendono, alcuni si riuniscono in comitati, prendono mazze e rastrelli e si rimboccano le maniche. Fonte: Corriere della sera