PERCHÉ IL MURO TORTO SI CHIAMA COSÌ: LO SPIEGA UN LIBRO

il Muro Torto in un'incisione del VasiÈ da secoli che il nome di questo angolo di Roma si chiama più o meno così, e il motivo è sotto gli occhi di tutti, anche se in pochi se ne accorgono. Salendo da piazzale Flaminio, poco prima di transitare sotto il ponte che collega due lati di villa Borghese, ci troviamo davanti uno sperone di muro romano fortemente inclinato in avanti come se stesse per cadere da un momento all’altro. In realtà quell’apparente equilibrio precario dura da circa venti secoli, già in epoca romana il muro esisteva ed era già inclinato. Si tratta probabilmente di ciò che sopravvive di una villa esistente ben prima la costruzione delle mura Aureliane che oggi costeggiano l’intero tracciato della via. Da tempo immemore il Muro Torto è considerato un luogo viale del muro tortoinfausto, infestato da spiriti e maledetto. Le leggende si susseguono e si sovrappongono, si crede che il muro si inclinò per causa di un fulmine che lo colpì il giorno esatto della crocifissione di Pietro che la tradizione vuole sia avvenuta al Gianicolo. Questa era terra sconsacrata, dimenticata da Dio, e qui erano seppelliti i condannati a morte, le prostitute e le donne di malaffare, e le loro anime, non potendo andare in paradiso, rimanevano ad aleggiare nella zona terrorizzando i passanti. Non a caso, nel medioevo le terre a ridosso del Muro Torto facevano parte della cosiddetta “Contrada del Muro Malo”. Come detto, tra gli spiriti in pena troviamo anche quelli dei carbonari Targhini e Montanari decapitati nel 1825 dal boia di Roma, Mastro Titta, con IL LIBRO l’accusa di omicidio. Quell’episodio è stato raccontato nel film del 1969 di Luigi Magni Nell’anno del Signore. Una targa affissa nel 1909 sul lato di porta del Popolo ricorda l’episodio con parole durissime nei confronti del papa che li avrebbe fatti giustiziare “senza prove e senza difesa”. Tra maledizioni e atmosfere infauste, non poteva mancare lo zampino dell’imperatore romano più odiato di sempre. La credenza popolare romana ha immaginato nientemeno che Nerone tra gli spiriti che frequentano il Muro Torto, le sue spoglie giacerebbero proprio nelle viscere della terra di questo luogo oscuro, che tutt’oggi mantiene un’aria in qualche modo sinistra. Da Roma perduta e dimenticata libro di Claudio Colaiacomo.