TOTÒ E FABRIZI, TRA PIAZZALE MANILA E QUARTIERE AFRICANO

PIAZZALE MANILA“Guardie e ladri” è un film del 1951 di Mario Monicelli e Steno (Stefano Vanzina) con Aldo Fabrizi, Totò, Ave Ninchi, Pina Piovani, Rossana Podestà, Ernesto Almirante, Aldo Giuffrè. L’Inseguimento tra Ferdinando Esposito (Totò) e il brigadiere Bottoni (Aldo Fabrizi) è cominciato da poco. I due sono ancora sulle auto e, prima di scendere e proseguire a piedi, Inseguimento_Guardie_e_ladripasseranno come si vede per piazzale Manila; da qui è scomparso il monumento equestre di Simon Bolivar, scolpito da Pietro Canonica e inaugurato nel 1934 da Mussolini, visibile sulla sinistra del fotogramma. Il monumento è oggi in piazzale Simon Bolivar, a Valle Giulia davanti alla British School a circa un chilometro da qui. Piazzale Manila era un luogo tranquillo allora, ma la calma durò ben pochi anni perché totò guardie e ladrinel 1960, in occasione dei Giochi Olimpici, fu costruito il viadotto di corso Francia che ha portato e porta tuttora una grossa mole di traffico da nord verso il centro e che ha reso quel piazzale un rumorosissimo crocevia. E poi. Siamo in pieno inseguimento: Ferdinando Esposito sta cercando di sfuggire a piedi alle grinfie del brigadiere Bottoni, di un americano truffato con la famosa “patacca” e perfino di un tassista a cui non è stata pagata la corsa (Mario Castellani). Scesi dalle auto, i nostri proseguono !’inseguimento verso la zona del quartiere Africano. Qui li vediamo scendere per quella che un tempo era via di Ponte Salario, oggi divenuta un enorme cavalcavia! Infatti lì dove correvano Totò e Fabrizi ora c’è la circonvallazione Salaria, un asse attrezzato in piena città. L’unico edificio che può confermare l’esattezza del luogo è quello che si vede sulla sinistra, in viale Somalia, ma per il resto l’area è del tutto irriconoscibile, perché lì all’epoca sorgeva una borgata spontanea fatta di baracche e case mal costruite. L’inseguimento si è concluso e il ladro si è arreso alla guardia. Dopo un ultimo esilarante scambio di battute i due si avviano verso un’osteria, dalla cui toilette Ferdinando Esposito fuggirà abilmente. Ebbene, la casupola che si vede qui è uno dei pochissimi edifici presenti nella lunga scena dell’inseguimento ad essere ancora intatto. Oggi è abitata. È circondata dagli alberi e infossata in un punto difficilmente raggiungibile, in un piccolo lembo di terra chiuso tra la Tangenziale Est e la linea ferroviaria Roma- Firenze. La strada che i due percorrevano fin lì dal masso dove Totò s’era seduto dichiarandosi preso si riesce ancora in qualche modo a ritrovare, ma è completamente immersa nella vegetazione.