SI DICHIARA INNOCENTE L’IMPUTATO PER LA MORTE DI DESIRÉE

san lorenzo“Non sono responsabile della morte di questa ragazza, chiedo perdono e scusa alla madre e alla famiglia e rispetto il loro dolore”. È quanto detto da Yussef Salia imputato nel processo per la morte di Desirée Mariottini, avvenuta il 19 ottobre del 2018 in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo. Aveva sedici anni ed era originaria di Cisterna di Latina. Il ghanese è accusato con Alinno Chima, Mamadou Gara e Brian Minthe di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori. L’imputato ha annunciato in aula che ritirerà la denuncia presentata contro i genitori di Desirée per omessa vigilanza sulla giovane. Nel corso della prima udienza la difesa di uno degli altri tre imputati, Mamadou Gara, ha sollevato un’eccezione denunciando l’assenza di un interprete durante l’incidente probatorio che si è svolto nell’udienza preliminare dello scorso 8 ottobre e chiedendo quindi la nullità degli atti svolti in quella sede. In quella occasione furono ascoltati alcuni testimoni che si trovavano all’interno dell’edificio di via dei Lucani, che confermarono di aver provato a chiamare l’ambulanza per soccorrere Desirée ormai agonizzante ma gli fu impedito dagli indagati. La decisione sul merito si conoscerà nel corso della prossima udienza fissata per il 15 gennaio. Al processo si sono costituiti parte civile, oltre al Comune di Roma e Regione Lazio, anche Telefono Rosa oltre alle associazioni ‘Insieme con Marianna’ e ‘Dont’tworry- Noi possiamoOnlus’. Davanti alla terza corte d’assise, nell’aula bunker di Rebibbia, era presenti anche la mamma Barbara e la zia di Desirée. Fonte: la Repubblica