QUARTIERE FLAMINIO: ALLA FINE IL MUSEO DELLA SCIENZA SI FARÀ

via reniAlla fine sono tornati indietro. E in Consiglio con due ordini del giorno e un emendamento, firmato dai 5 Stelle e dal Pd, il Museo della Scienza riappare esplicitamente come progetto pubblico nella delibera che è stata approvata sul nuovo quartiere Flaminio che sorgerà al posto delle ex caserme davanti al Maxxi secondo il piano di Cassa Depositi e prestiti. Sono stati sostituiti e votati due paragrafi uno che cita il museo e un altro che impegna 100 mila euro per la progettazione di un centro culturale con biblioteca. Non solo. È stata anche presentata una memoria dell’assessore alla Cultura Luca Bergamo in cui descrive il profilo della struttura che verrà, un centro polifunzionale non solo di esposizione di materiali ma anche di rappresentazione del lavoro scientifico che possa animare tante iniziative diffuse sul territorio. “È  stata una vittoria di tutta la commissione urbanistica” afferma il capogruppo del Pd Giulio Pelonzi “ora non ci sono più dubbi che l’opera si farà. Al momento del voto ci siamo astenuti solo perché aspettiamo che siano rispettati gli impegni”. In precedenza nelle premesse, che elencavano i passaggi precedenti, la delibera sul nuovo quartiere Flaminio nell’area delle ex caserme di via Reni parlava della “Città della Scienza, servizio culturale urbano altamente specializzato che dovrà svolgere un ruolo aggregativo per la comunità cittadina e tutto il territorio”. Un progetto prestigioso di cui si discute da vent’anni. Poi però, al momento di decretare le intenzioni del Campidoglio sull’area, il concetto si perdeva e si rimandava solo ad un nuovo concorso. E il Pd e le associazioni, come Carte in regola, avevano lanciato l’allarme. “Senza un’indicazione precisa” spiegava Pelonzi “rischia di cadere il concetto di ‘utilità pubblica’, prestando il fianco a mille ricorsi. Potrebbe andare a finire come lo Stadio della Roma. Bisogna subito correggere il tiro. Così la delibera non è votabile”. In realtà al momento di elencare le disposizioni che il Consiglio avrebbe dovuto approvare si diceva che il “Masterplan riveste solamente ed esclusivamente natura di documento di indirizzo” e si rimandava “ad una procedura di evidenza pubblica concorsuale di iniziativa di Roma Capitale per l’area che per cessione diventerà pubblica”. Ora invece la delibera è stata modificata. Partiti d’accordo invece sul progetto complessivo della più grande operazione urbanistica della Roma che verrà. Al posto delle ex caserme di via Reni nascerà un moderno quartiere, progettato da Paola Viganò  vincitrice del concorso internazionale d’architettura,  per ricucire il Flaminio.  “Il piano, che non prevede nuovo consumo di suolo” aveva spiegato Montuori “creerà una serie di spazi pubblici tra gli edifici residenziali con un intervento dedicato alla diffusione della cultura scientifica”. Ma adesso sul testo della delibera è polemica. Infine il quartiere vero e proprio: 45 mila metri quadrati, di cui 35 mila destinati alle residenze e di questi 6 mila al social housing, tra strade pedonali e altre a traffico controllato. Quindi 10 mila metri quadrati per negozi e un grande albergo che si affaccerà sulla piazza davanti al Maxxi. Cdp Investimenti pagherà 43 milioni di oneri concessori al Comune, di cui dieci investiti in parcheggi a raso e sotterranei, verde, strade e servizi. Fonte: la Repubblica