NELLA DELIBERA SU VIA GUIDO RENI NON C’È IL MUSEO DELLA SCIENZA

via reniNelle premesse, che elencano i passaggi precedenti, la delibera sul nuovo quartiere Flaminio nell’area delle ex caserme di via Reni parla della “Città della Scienza, servizio culturale urbano altamente specializzato che dovrà svolgere un ruolo aggregativo per la comunità cittadina e tutto il territorio”. Un progetto prestigioso, di fronte al Maxxi di Zaha Hadid, di cui si parla da vent’anni. Poi però, al momento di decretare le intenzioni del Campidoglio sull’area, il concetto si perde e si rimanda solo ad un nuovo concorso. E il Pd, favorevole nel complesso al piano di Cassa Depositi e Prestiti investimenti che giovedì 21 approda in Consiglio comunale, lancia l’allarme. “Senza un’indicazione precisa” spiega il capogruppo Pd Giulio Pelonzi “rischia di cadere il concetto di ‘utilità pubblica’, prestando il fianco a mille ricorsi. Potrebbe andare a finire come lo Stadio della Roma. Bisogna subito correggere il tiro. Così la delibera non è votabile”. In realtà al momento di indicare le disposizioni che il Consiglio dovrebbe approvare si dice che il “Masterplan riveste solamente ed esclusivamente natura di documento di indirizzo” e si rimanda “ad una procedura di evidenza pubblica concorsuale di iniziativa di Roma Capitale per l’area che per cessione diventerà pubblica”. “In Commissione” conclude Pelonzi “l’assessore Montuori ha detto che la decisione finale sulla funzione dell’opera pubblica dovrà essere presa di concerto con gli altri assessori della Giunta, come quello alla Cultura. Ma il pericolo di far slittare la decisione è anche quello di veder sorgere prima tutte le opere private rimandando ad un futuro incerto quella che interessa tutti i cittadini”. Partiti d’accordo invece sul progetto complessivo della più grande operazione urbanistica della Roma che verrà. Al posto delle ex caserme di via Reni nascerà un moderno quartiere, progettato da Paola Viganò  vincitrice del concorso internazionale d’architettura,  per ricucire il Flaminio.  “Il piano, che non prevede nuovo consumo di suolo” aveva spiegato Montuori “creerà una serie di spazi pubblici tra gli edifici residenziali con un intervento dedicato alla diffusione della cultura scientifica”. Ma adesso sul testo della delibera è polemica. Infine il quartiere vero e proprio: 45 mila metri quadrati, di cui 35 mila destinati alle residenze e di questi 6 mila al social housing, tra strade pedonali e altre a traffico controllato. Quindi 10 mila metri quadrati per negozi e un grande albergo che si affaccerà sulla piazza davanti al Maxxi. Cdp Investimenti pagherà 43 milioni di oneri concessori al Comune, di cui dieci investiti in parcheggi a raso e sotterranei, verde, strade e servizi. Fonte: la Repubblica