LA MESSA DI PAPA FRANCESCO, IERI, ALLE CATACOMBE DI PRISCILLA

FRANCESCO ALLE CATACOMBE DI PRISCILLAPapa Francesco ha scelto le Catacombe di Priscilla, sulla via Salaria a Roma, per celebrare ieri pomeriggio la messa nel giorno in cui la Chiesa ricorda i fedeli defunti. Al rientro in Vaticano, Francesco si è recato nelle Grotte della Basilica di San Pietro per un momento di preghiera in privato per i Pontefici defunti. La liturgia di questa giornata particolare per la Chiesa parla di speranza e di un Dio che non dimentica i suoi, anzi promette loro la vita eterna. Il brano del Vangelo è quello delle beatitudini, il programma della vita cristiana. Alla Messa erano presenti le suore benedettine custodi di questo luogo e circa un centinaio di loro invitati. Papa Francesco non aveva un testo preparato, parla a braccio e le prime parole della sua omelia si riferiscono al luogo di questa celebrazione. “Per me è la prima volta nella vita che entro in una catacomba”, afferma, e questo posto ci dice tante cose. Possiamo pensare alla vita di questa gente, che doveva nascondersi, che aveva questa cultura di sotterrare i morti e celebrare l’Eucaristia qui dentro … è un momento di storia brutto, ma che non è stato superato: anche oggi ce ne sono. Ce ne sono tanti”. Ce ne sono tante di catacombe in altri Paesi, ha detto Francesco, dove i cristiani devono perfino fare finta di fare una festa, un compleanno, per poter celebrare la messa perché lì celebrare è vietato. “Anche oggi ci sono cristiani perseguitati – ricorda il Papa – più che nei primi secoli”. E sono tre le parole che Francesco vuol sottolineare in questa occasione: l’identità, il posto e la speranza.