VIA DEGLI ETRUSCHI: QUANDO LA LIBRERIA SI TINGE DI GIALLO

TOMOcopertinaMercoledì 30 ottobre alle 19, nella sede della libreria Tomo, si parla dell’opera d’esordio di Mark Z. Danielewski, “Casa di foglie”. Ha detto Stephen King che potrebbe essere il Moby Dick del genere horror. Un horror letterario che si tramuta in un attacco al concetto stesso di «narrazione», una storia d’amore scritta da un semiologo o un mosaico narrativo che oscilla tra la suspense e un’onirica incursione nel subconscio. Una satira dissacrante del mondo accademico. Una bizzarria à la Pynchon, pervasa dall’ossessione linguistica di Nabokov e da una passione borgesiana per i mondi possibili. Difficile inquadrare in una formula il libro, o anche solo provare a ricostruirne la trama. La storia ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l’anziano Zampanò, e consiste nell’esplorazione, infarcita di analisi e citazioni erudite, di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane in cui viveva la famiglia del suo autore: William Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare l’esistenza di un abisso senza fine, spalancato su una tenebra senziente e ferina, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.