FLAMINIO: UN NUOVO QUARTIERE AL POSTO DELLE EX CASERME

L’operazione del Nuovo Flaminio, il moderno quartiere che sorgerà al posto delle ex caserme di via Reni, può partire. A dare l’annuncio è stato l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori. “La zona delle ex caserme” ha spiegato “sarà trasformata in un piccolo quartiere residenziale con tutta una serie di indicazioni che derivano, come noto, da un concorso di nuovo flaminioarchitettura internazionale. Il suo iter autorizzativo ha visto una prima conclusione parziale molto recentemente, con l’approvazione in giunta della delibera con cui si approva il programma di recupero di quell’area. Il voto è avvenuto pochi giorni fa. La delibera dovrà andare, ora, nelle commissioni e poi in assemblea capitolina”. E poi: “Il progetto non prevede nuovo consumo di suolo e una serie di spazi pubblici tra gli edifici residenziali. Poi una biblioteca, o meglio un centro civico di nuova generazione di cui stiamo discutendo con la rete delle Biblioteche di Roma e che sarà oggetto di un concorso internazionale di architettura. E c’è anche il recupero dell’ex fabbrica di Guido Reni, lì dove venivano realizzati i proiettili, con un intervento dedicato alla diffusione della cultura scientifica intorno a cui apriremo una discussione. E’ quello che veniva chiamato il museo della scienza. Ora dobbiamo capire bene se farne un luogo espositivo o qualcosa di più interattivo come si vede in tante città del mondo”. Un altro passo per sbloccare il più importante progetto di trasformazione urbanistica di Roma, era stato fatto a maggio, quando Marco Sangiorgio, direttore generale di Cdp Investimenti, la banca proprietaria degli ettari interessati alla rigenerazione, aveva firmato e inviato in Campidoglio l’atto d’obbligo che riguarda l’operazione, dopo aver avuto l’ok al piano. Cioè l’atto che preludeva all’approvazione della variante urbanistica del piano integrato, che ora è passata in giunta. Ventisettemila metri quadrati, di fronte al Maxxi, saranno dedicati  ad una struttura museale, che sarà di proprietà del Campidoglio e per la quale, come ha ricordato Montuori, si è parlato della Città della Scienza, ma la giunta sta ancora ragionando sulla sua destinazione. Poi il quartiere vero e proprio: 45 mila metri quadrati, di cui 35 mila destinati alle residenze e di questi 6 mila al social housing. Quindi 10 mila metri quadrati per negozi e un grande albergo che si affaccerà sulla piazza che si creerà davanti al Maxxi. Insomma, un progetto complesso per il quale già ci sono offerte di partnership di importanti società angloamericane. Cdp Investimenti pagherà 43 milioni di oneri concessori al Comune, di cui dieci investiti in parcheggi a raso e sotterranei, verde, strade e servizi. Dunque si comincia a vedere il traguardo dell’inizio dei lavori proprio di fronte al bianco profilo del Maxxi disegnato dall’archistar Zaha Hadid. Dopo il sì della conferenza dei servizi arrivato a dicembre scorso, un altro passo verso la realizzazione del masterplan vincitore del concorso internazionale di architettura bandito e vinto dall’architetto milanese Paola Viganò. L’iter è stato lungo. Per la trasformazione urbanistica ereditata dalla giunta Raggi, nel dicembre del 2015, dopo la gara internazionale di progettazione, la proprietà, il Fondo investimenti e valorizzazione di Cassa Depositi e Prestiti, consegna al Campidoglio la proposta di recupero, dopo aver risposto positivamente a molte richieste di aggiustamenti, ma non fondamentali, del progetto firmato dalla Viganò, che riguarda i cinque ettari preziosi tra via Reni e via del Vignola, dove il piano, su cui si investono oltre 100 milioni di euro, prevede anche un insieme di spazi e edifici pubblici distribuiti su 14 mila metri quadrati. La parte residenziale invece è pensata tra una serie di strade pedonali e a traffico controllato. Un’altra idea infine è quella di recuperare due edifici su viale Vignola, destinati ad associazioni locali e a un centro polivalente aperto, che potrebbe prendere la forma di una serra urbana. Fonte: la Repubblica