VILLA ADA: GIOCHI PER BAMBINI PERICOLANTI E DISCARICHE

VILLA ADASe fosse per il cartello all’ingresso, tuttora con il logo dell’Ama, i bagni pubblici di Villa Ada sarebbero ancora aperti al pubblico. Dalle 10 alle 16.30, per la precisione. Ma la catena e il grosso lucchetto che serrano il cancello d’ingresso dicono un’altra cosa. E lo dicono da molto tempo, addirittura anni, nonostante entro la fine del giugno scorso il Comune avrebbe dovuto provvedere al nuovo bando per l’assegnazione di quel presidio di igiene del quale i tanti frequentatori di una delle ville storiche più importanti d’Italia, ricca di storia e di fascino chiedono con urgenza la riapertura. E così anche le altre costruzioni immerse nel verde, che la chiusura di porte e finestre, con grate o cemento, per impedire nuove occupazioni da parte di sbandati e senza tetto, non ha comunque salvato da un lento e inesorabile destino. Eppure, nonostante tutto questo, i 160 ettari di Villa Ada continuano a essere frequentati da migliaia di persone soprattutto nei fine settimana, e proprio d’estate a ospitare concerti con band internazionali. Poi, però, tutto torna come prima. Come accade del resto ai margini dell’immensa area verde, a Forte Antenne, da anni – nonostante svariate denunce, anche sulle pagine del Corriere – trasformato in discarica, dai tornanti di via di Ponte Salario fino all’ex roccaforte militare. Prima erano solo cartacce e testimonianze del passaggio di coppiette e rapporti a pagamento con chi cerca compagnia in via Salaria, adesso ci sono sacchetti pieni di materiali di risulta, scarti edili, quando non frigoriferi, divani, vecchi tv color, poltrone, letti. Marciscono per mesi sotto il sole cocente o i nubifragi, e c’è perfino qualcuno che, con scarso successo, ogni tanto torna per nasconderli meglio, per farli rotolare ancora più in basso nella boscaglia per toglierli dalla vista. Il tutto sotto gli occhi dei pochi operatori del Servizio giardini del Comune, una manipolo di resilienti del verde pubblico che ad oggi, per tutto il Municipio II, può contare sulla disponibilità di un solo furgoncino. Cioè, pochi mezzi e pochi uomini, anche se i soldi ci sarebbero: il Campidoglio ha stanziato 60 milioni per la manutenzione del verde verticale, però l’accordo quadro non è ancora attivo a causa delle difficoltà a imbastire e gestire gli appalti. Se, infatti, tra il 17 e il 18 ottobre verranno firmati i contratti con le ditte assegnatarie del bando da 5 milioni di euro per le potature degli alberi — gara ferma da tre anni —, nella variazione di bilancio appena approvata la giunta mette nero su bianco i problemi a investire i fondi. Per la quarta volta il Comune è infatti costretto a rinviare all’anno successivo i tre milioni (2.929.786,45 euro) arrivati dallo Stato in occasione del Giubileo del 2015 per il «servizio di manutenzione delle alberature». Fonte: Corriere della Sera