STA MEGLIO L’UOMO ACCOLTELLATO A STAZIONE TIBURTINA

l'uomo accoltellato«Una cosa come quella che mi è successa non la auguro a nessuno, ancora ho paura». Nonostante il tubo del drenaggio della ferita gli spunti ancora dal collo, coperto da un vistoso cerotto e da un altrettanto vistoso livido, Massimo Petrini trova anche la forza di sorridere. Accanto a lui la moglie e la figlia che sono andate a trovarlo nel reparto di Chirurgia d’urgenza del Policlinico Umberto I. Il 58enne vigilante dell’Istituto dell’Urbe aggredito giovedì pomeriggio alla stazione Tiburtina da un congolese di 21, Michael Roger Zama Massamba Fumi, dal 2010 residente con la famiglia a Mentana e regolare sul territorio nazionale, poi suicida davanti alla folla con la pistola d’ordinanza strappata alla guardia giurata, sta meglio e si vede. Innanzitutto perché sta in piedi e si muove da solo. Petrini si schernisce e non parla molto, anche perché su quanto accaduto nel tunnel che conduce alla metro B la Digos sta ancora svolgendo accertamenti. È emerso che il 21enne era stato in cura al Centro di igiene mentale e di recente era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. I familiari si sono recati all’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza dove sarà effettuata l’autopsia. La stazione Tiburtina sarà invece al centro di un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato per la prossima settimana per fare il punto sulla dinamica dell’aggressione e impostare un lavoro di rafforzamento della vigilanza. D’altra parte lo scalo ferroviario, il più grande hub italiano per l’Alta velocità, soffre e anche tanto, specialmente dopo il tramonto sul fronte del degrado come su quello dell’allarme sociale. Fonte: Corriere della Sera