LA SAPIENZA: FABIO LUCIDI NUOVO PRESIDE DI MEDICINA

lucidiFabio Lucidi è il nuovo preside della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università La Sapienza. Professore ordinario e presidente della Società italiana psicologia della salute, Lucidi ha ricoperto anche il ruolo di vicepreside vicario di Massimo Volpe, preside uscente. Le elezioni si sono svolte mercoledì 11: i membri dell’Assemblea di Facoltà, composta dai professori di ruolo, dai rappresentanti degli studenti e dal personale tecnico e amministrativo, hanno scelto a scrutinio segreto il successore di Volpe tra due candidati, entrambi professori ordinari di Psicologia (il preside dello scorso triennio, infatti, proveniva dall’area medica): Fabio Lucidi e Renata Tambelli, direttrice del Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica e prima candidata donna al ruolo di preside della Facoltà. Lucidi ha ottenuto186 voti su 295 e sarà dunque nominato preside dal rettore Eugenio Gaudio. Il mandato durerà tre anni e avrà inizio il primo novembre. Semplificazione, deburocratizzazione e integrazione tra le aree della Facoltà sono le parole chiave del programma con cui il neoeletto si è candidato. “La Facoltà, organismo di raccordo tra i Dipartimenti con sue specifiche funzioni, è chiamata ad accrescere lo sviluppo culturale, la collaborazione tra le aree, il coordinamento della didattica – spiega – . L’obiettivo di favorire il miglioramento delle attività di formazione e ricerca, in una Facoltà con responsabilità anche nell’assistenza e nella promozione della salute, passa per alcuni punti salienti”. Per quanto riguarda la didattica, innanzitutto “ci sono problemi specifici che richiedono un’attenzione particolare: la necessità di mantenere una efficace programmazione degli accessi, la semplificazione delle procedure, il monitoraggio degli esiti e la facilitazione dei rapporti tra tutti i nostri corsi, compresi dottorati e scuole di specializzazione, con i loro interlocutori sul territorio”. Massimo sforzo dovrà essere poi dedicato all’ampliamento e al miglioramento degli spazi”. Lo spirito con cui il nuovo preside intende lavorare “sarà animato dal desiderio di ascoltare più che di parlare, di apprendere più che di informare, dalla voglia di sperimentare accettando il rischio di poter sbagliare perché accompagnato dalla disponibilità a correggersi, dalla convinzione che le decisioni necessarie, se non passano da un lavoro comune, non hanno futuro”. Fonte. La Repubblica