“LIBIA COME BARBERINI” DICEVA DIRIGENTE ATAC INTERCETTATO

metro b 1 libia“È la stessa tipologia di guasto di Barberini. Famoce i fatti nostri”. È una delle intercettazioni, questa del 10 aprile scorso, in cui il responsabile d’esercizio della linea A e B della metro di Roma, Renato D’Amico, ora indagato e sospeso dal servizio, telefona a un’altra dirigente di Atac in merito a un guasto, occorso proprio quel giorno, alla stazione Libia della linea B1 e rimasto segreto fino ad oggi. “È lo stesso guasto solo che non hanno alzato il polverone, sennò arriva la Procura”. Nell’ordinanza di 98 pagine con la quale il gip di Roma, Massimo Di Lauro, ordina l’interdizione dai pubblici uffici per un anno a tre dirigenti Atac e uno della società napoletana Metro Roma Scarl si leggono stralci in cui appare come le iniziative della Procura di Roma non siano state ben digerite da Atac. Secondo D’Amico, infatti, il sequestro della stazione Barberini avvenuto lo scorso marzo è stata “una mossa esagerata da parte della procura che condiziona tutti”. Lo dice al telefono, senza sapere di essere intercettato. Per D’Amico il sequestro deciso dalla Procura era esagerato “perché l’incidente non aveva provocato feriti”. Secondo il gip Massimo Di Lauro, invece, non si comprende come “la magistratura possa aver condizionato negativamente l’operato di un’azienda che per cinque mesi non aveva certo brillato per spirito di iniziativa nel risolvere il contratto con un’impresa come la ‘Metroroma scarl’ dimostratasi ampiamente inadempiente ai suoi obblighi”. Fonte: Romatoday