TANGENZIALE CHIUSA, MA I LAVORI SONO FERMI

TANGENZIALE ALTEZZA TIBURTINANessuna barriera degna di questo nome per delimitare l’area, nessun controllo per chi abbia voglia di accedervi, magari per concedersi una bevuta notturna. Soprattutto: nessuna persona al lavoro durante il giorno, nemmeno un mezzo di cantiere fermo, nulla di nulla. Benvenuti alla sopraelevata della tangenziale est, davanti alla stazione Tiburtina. Esattamente un mese fa, il 5 agosto, sono stati ufficialmente inaugurati i lavori di abbattimento del manufatto, con tanto di simbolico primo colpo di piccone da parte della sindaca Virginia Raggi. Dopo 30 giorni dall’apertura del cantiere, restano solo le transenne. E i bivacchi notturni in quella che i residenti definiscono ormai «terra di nessuno» dopo il tramonto. Per il Campidoglio la spiegazione è semplice: i lavori «sono regolarmente iniziati il 6 agosto con le analisi dei materiali, un tipo di attività che ancora non richiede mezzi o materiali da cantiere». In attesa che arrivino i risultati, però, l’arteria è chiusa al traffico senza che si sia avviato l’intervento vero e proprio che pure, al termine dei 450 giorni previsti (poco meno di un anno e mezzo), è destinato a migliorare sensibilmente la vivibilità del quartiere compreso tra lo scalo ferroviario e piazza Bologna. «Per il momento, però, abbiamo solo una strada chiusa, e le macchine provenienti dalla vecchia tangenziale che sono costrette a percorrere le complanari, a ridosso di portoni e marciapiedi», si lamenta Luigi, che lavora in un bar della zona. Se ad agosto il problema del traffico è stato affrontato senza grandi difficoltà, a settembre la situazione comincia a diventare pesante. E da lunedì 16, con la riapertura delle scuole, peggiorerà notevolmente: soprattutto sulla complanare che costeggia le intersezioni con via Lorenzo il Magnifico e via Guido Mazzoni, la più frequentata dalle auto in transito. Per fortuna la circolazione sui quei 500 metri di strada si è notevolmente ridotta – da quando è stata aperta la galleria della nuova circonvallazione interna – ma si tratta comunque di un nodo molto frequentato, a ridosso della stazione Tiburtina e del terminal dei pullman extraurbani. A preoccupare è anche la sicurezza: l’area del cantiere si è trasformata in una discarica di rifiuti e bottiglie vuote. Segno che per i tanti sbandati della zona la sopraelevata, ora anche chiusa ad auto e moto, continua a essere un punto di riferimento. I lavori di abbattimento – per un costo complessivo di 7,6 milioni di euro – sono divisi in quattro tranche: si comincia con i rilievi, anche di eventuali ordigni bellici, e la caratterizzazione dei materiali. Poi si passerà la demolizione vera e propria, suddivisa in dodici sub-fasi. Alla fine partirà il restyling radicale dell’area: il rifacimento della strada, della rotonda e dei marciapiedi che saranno dotati di percorsi per non vedenti, nuovi tombini e caditoie, zone pedonali. Saranno piantati nuovi alberi vicino al piazzale della stazione, con panchine, attraversamenti pedonali, nuovi lampioni. Dal Comune assicurano che per la metà di settembre inizieranno i lavori veri e propri, ma i residenti attendono con impazienza (e qualche comprensibile timore). Si rischiano difficoltà per la circolazione, intanto, in piazza San Giovanni e piazzale Appio, dopo la caduta di materiale dalle Mura Aureliane. A causa degli accertamenti tecnici in corso sono infatti chiusi il fornice centrale in direzione tangenziale est e i fornici riservati al trasporto pubblico. Fonte: il Messaggero