SGOMBRI: LA GUERRA DI SALVINI ALL’EX CINEMA PALAZZO

I 5 milioni di euro che il Viminale ha stanziato quest’anno per Roma, nel fondo per la sicurezza e la riqualificazione urbana. Gli altri 5 che lo stesso ministero metterà a disposizione con le stesse modalità nel 2020. E poi il milione di euro garantito dalla Regione e già nelle casse della prefettura. Il Comune grillino, che ieri ha definito “difficilmente sostenibile ” il piano degli sgomberi presentato da palazzo Valentini, dovrà ex cinema Palazzo a San Lorenzorimboccarsi le maniche per stare al passo con il ritmo impresso dal provvedimento al dossier sgomberi. Un’operazione ogni tre mesi, da qui ai prossimi sette anni. Il timing, come detto, preoccupa il Campidoglio: troppo poco il margine per trovare alternative alloggiative per gli sfrattati in stato di fragilità. Ma, come è stato fatto presente ai rappresentanti dell’amministrazione grillina durante gli ultimi comitati in prefettura, le soluzioni possono essere trovate. L’impresa spaventa, chiaro. Ma con i giusti progetti, per esempio, potrebbero essere sbloccati i fondi del Viminale per ristrutturare i tanti stabili abbandonati del Comune e riadattarli a centri di accoglienza: 58 dei 161 immobili del censimento ordinato dall’ex prefetta Paola Basilone sono proprio del Campidoglio. Beni che potrebbero essere sottratti al rischio di nuove occupazioni e in più riadattati per le fragilità. Altra suggestione emersa negli incontri a palazzo Valentini è stata quella degli 11 Cas che sono stati chiusi per il calo del numero dei migranti in città. Associazioni e onlus non aspettano altro che mettersi in contatto con il Comune per mettere a disposizione degli sfollati quegli spazi. Da subito, considerando che il prossimo intervento in programma sarà corposo: in viale del Caravaggio vivrebbero tra le 500 e le 600 persone. Capitolo a parte è quello dei centri sociali, pronti a un’altra mobilitazione dopo la pubblicazione della nuova graduatoria degli sgomberi. In testa ci sono gli attivisti del Nuovo cinema Palazzo, che spiegano di essere finiti al centro di uno spiacevole qui pro quo. L’indirizzo dell’esperienza sostenuta anche da Marcello Fonte, Palma d’Oro per Dogman, nella lista è associato allo Spazio 32. ” Piazza dei Sanniti e via dei Volsci non possono essere confuse”, spiegano dal Palazzo. Anche perché nella scheda, tra le motivazioni per lo sgombero c’è anche la presenza di un giro di spaccio e di eternit. “Così la confusione – spiegano da San Lorenzo – diventa un’incriminazione. Alla quale rispondiamo con forza e nettezza che l’unica piazza di San Lorenzo in cui non si spaccia è proprio piazza dei Sanniti e proprio perché otto anni fa il quartiere si mobilitò e diede vita a quel centro di attività sociali e culturali che sono la sostanza del Nuovo cinema Palazzo. Gli unici lavori di messa in sicurezza dell’immobile sono quelli che abbiamo condotto noi”. Tra gli altri centri sociali legati alla sinistra e decisi a unirsi alla protesta ci sono lo Strike, la Biblioteca abusiva metropolitana di Centocelle, l’Acrobax, l’ex Lavanderia che ha i suoi spazi nel vecchio ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà e la Casa delle donne ” Lucha y Siesta”. Esperienza tutta al femminile del Tuscolano che ha preso un vecchio stabile Atac: ” Qui sopperiamo alle mancanze dello Stato in termini di welfare. Bastava mettere a disposizione un altro stabile non utilizzato o riacquisire questo immobile al patrimonio pubblico. In un municipio come il VII, popoloso come Firenze, verrebbe meno l’unica casa rifugio (14 posti, ndr) per donne”. Ora ufficialmente a rischio sfratto. Fonte: la Repubblica