PIAZZA BOLOGNA: MUSICA ALL’APERTO CONTRO I DIVIETI

PIAZZA BOLOGNA 1Note sotto le stelle contro i divieti anti-alcol. Gli studenti fuorisede si sono alternati ai giovani artisti romani nelle esibizioni organizzate venerdì sera dal Consiglio dei giovani del municipio II al centro di giardini in piazza Bologna per ribadire che “la cultura e la partecipazione sono l’unico antidoto alla “movida selvaggia””. Dalla piazza, oltre 300 partecipanti, si è levato un applauso in solidarietà agli PIAZZA BOLOGNA 2attivisti del Cinema America aggrediti sabato scorso da un gruppo di militanti neofascisti a Trastevere. “Come Consiglio dei giovani riteniamo assolutamente sbagliata la politica repressiva del nuovo regolamento di polizia urbana – affermano Lorenzo Sciarretta e Thomas Osborn – non risolve i problemi ma aumenta solo le tensioni nei quartieri. Le piazze devono essere luoghi vivi, di comunità PIAZZA BOLOGNAe questo lo si può fare con la creazione di una programmazione culturale dedicata e sostenibile”. La Festa della musica, infatti, è iniziata alle 22 e si è conclusa a mezzanotte. Non a caso l’assessora alla Cultura e alle Politiche giovanili del municipio II, Lucrezia Colmayer, sottolinea: “Creare un evento culturale in una piazza, vuol dire coniugare gli interessi dei giovani con  le necessità PIAZZA BOLOGNA 4dei residenti. Solo così si ricrea un senso di comunità che permette il superamento delle divergenze”. L’intento è costruire un modello di “movida sostenibile”. Rientra in questa visione di città anche  il progetto delle aree musicali del  municipio II, che è partito proprio venerdì. “I giovani musicisti e cantanti – dice Gianluca Bogino, il presidente della commissione Politiche giovanili del parlamentino di via Dire Daua – adesso possono organizzare gratuitamente il proprio piccolo concerto in piazzale del Verano, piazzale Aldo Moro, parco di largo Passamonti, ponte della Musica , piazza Ankara, piazza Mancini compilando un semplice modulo scaricabile dal sito del municipio e consegnandolo agli uffici. Le nostre piazze diventano così dei nuovi poli culturali della città”. Fonte: la Repubblica