VILLA BORGHESE: FESTIVAL DEL CINEMA AZERBAIGIANO

Da ieri e fino a domani Festival del Cinema Azerbaigiano alla Casa del Cinema. Oggi, la rassegna si apre con il documentario, realizzato dal Baku Media Center con il supporto della Fondazione Heydar Aliyev, L’ultima sessione, opera del 2018 dedicata al centesimo anniversario della Repubblica Democratica dell’Azerbaigian. La pellicola mette in luce gli 2.-Festival-Azerbaigiano-X-SITO-570x238ultimi giorni della travagliata storia della Prima Repubblica. Primo esempio di repubblica democratica nell’oriente musulmano, la Repubblica Democratica annoverò numerosi successi nei suoi 23 mesi di vita, come il suffragio femminile e un parlamento multipartitico. La seconda giornata verrà chiusa dal film Il giardino della melagrana, del 2017. Opera delicata, ispirata al famoso lavoro teatrale di Anton Čechov, “Il giardino dei ciliegi”, in cui si intrecciano sentimenti, ricordi, tradizioni, dolore e perdono, sullo sfondo di un Azerbaigian rurale dove le tradizioni familiari sono ancora protagoniste della vita dei personaggi. Il giardino della melagrana ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi internazionali. L’ultima giornata del Festival vedrà sullo schermo due capolavori ancora temporalmente distanti. Alle 19.30 L’uomo del terzo giorno, film del 2017 che porta alla conoscenza del pubblico la ferita ancora aperta dell’Azerbaigian moderno: il conflitto del Nagorno Karabakh tra Armenia ed Azerbaigian. In particolar modo nella persona del protagonista si rivive il dolore dei profughi azerbaigiani privati della possibilità di far ritorno nelle proprie terre natali. Alle 21.30 il festival chiuderà con un film del 1993, Tahmina, tratto dal romanzo di Anar “Il sesto piano di un appartamento a cinque piani”. Un’opera che, valicando confini geografici e temporali, riporta i sentimenti al centro della narrazione. Ad interpretare i protaginisti Fakhraddin Manafov, celebre attore azerbaigiano noto in tutta l’area post sovietica e Meral Konrat, famosa attrice turca. Tahmina è considerato uno dei migliori film azerbaigiani degli anni Novanta.