IL MIBAC IMPONE UN VINCOLO CHE SALVA VILLA PAOLINA DALLE RUSPE

Villa Paolina di Mallinckrodt, l’ex convento di suore dell’inizio degli anni Venti di largo XXI Aprile, che doveva essere abbattuto per costruire un palazzo moderno, è salva. Il ministero Beni culturali ( Mibac) ha imposto il vincolo che allontana l’abbattimento chiesto dalla società che lo ha acquistato, la Cam, secondo il Piano Casa della Regione che permette di ricostruire con premi di cubatura. E così una lunga battaglia, sostenuta dagli abitanti, dai comitati guidati da Cristina Rinaldi, da ItaliaNostra, dalla minisindaca del II PIAZZA XXI APRILE VILLA PAOLINAMunicipio Francesca Del Bello e da una lunga campagna di Repubblica, è stata vinta. E perfino il ministero parla del “clamore mediatico sollevato dalla demolizione del villino di via Ticino ” , che ha portato ” l’amministrazione ad individuare un’efficace azione di tutela”. Anche l’assessore all’Urbanistica del Campidoglio, Luca Montuori, aveva bloccato la pratica invocando la legge sulla densità abitativa, mentre la Soprintendenza chiedeva che si pronunciasse il comitato tecnico scientifico del Mibac. Intanto i costruttori avevano abbandonato l’ipotesi di un edificio di otto piani e avevano presentato un altro progetto, di cinque, ma che avrebbe occupato anche il giardino della villa, ottenendo il parere favorevole del Comitato per la Qualità del Comune. Ma ora è arrivato il vincolo. “Villa Paolina – scrive il direttore generale del Comitato archeologia, belle arti e paesaggio del Mibac, Gino Famiglietti – riveste un importante valore testimoniale in relazione alle trasformazioni della città e alle vicende urbanistiche di Roma nel ‘900. Infatti, nella sua configurazione attuale sono stratificati e riconoscibili tutti i passaggi che, anche per motivi speculativi, hanno portato alle modifiche del piano regolatore e dei regolamenti edilizi e pertanto si può dire che costituisce una testimonianza della storia urbanistica della città”. E dopo le prescrizioni: mantenimento dello stato planivolumetrico senza alterazione del rapporto tra spazi aperti e chiusi, con riferimento al giardino, conservazione dei prospetti, della struttura interna e delle essenze arboree del giardino. Un vincolo totale. Recentemente il tam tam tra i residenti era partito quando qualcuno si era accorto che una squadra di operai era al lavoro nel palazzo. “Chi abita accanto alla villa ha sentito il rumore di un martello pneumatico, un trapano – raccontavano al comitato ” Salviamo villa Paolina” – hanno fatto alcuni interventi sulle colonne, visibili anche dall’esterno “. Dei sondaggi, probabilmente. I tecnici si erano concentrati nei saloni che dal 1922 sino al 1997 hanno ospitato l’istituto scolastico delle Suore della Carità cristiana. “La procedura per il vincolo di Villa Paolina va molto a rilento – diceva Del Bello – noi in II municipio abbiamo già approvato diverse risoluzioni per salvaguardare i villini sul nostro territorio. Scriverò nuovamente alla Soprintendenza per richiedere che su villa Paolina venga apposto il ” vincolo puntuale”, al di là di quello paesistico, in modo tale che si possa scongiurare l’abbattimento “. E così è stato. Fonte: la Repubblica