SAN LORENZO: IL ‘NO’ DEGLI ANTIFASCISTI A FORZA NUOVA

san lorenzoÈ finita con una ritirata strategica. Non c’è stato nessun corteo di Forza Nuova questa mattina nel quartiere romano di  San  Lorenzo. Di fronte alla risposta del mondo antifascista, che per tutta la mattinata ha organizzato presidi in diversi punti del quartiere alla presenza di alcune centinaia di persone, l’associazione di estrema destra si è limitata a tentare di avvicinare la zona di via del Lucani con il leader Roberto Fiore ed un pugno di militanti. Ma a quanto ha fatto sapere la stessa Forza Nuova il segretario è stato fermato dalla Digos e portato in questura “per controlli”.È Il secondo blitz tecnicamente fallito da Forza nuova. Dopo il tentativo di bloccare la visita di Mimmo Lucano a la sapienza, qualche settimana fa, sfumato di fronte alle migliaia di persone presenti sotto la Minerva, oggi l’obiettivo dell’estrema destra era quello di organizzare un corteo a San Lorenzo, per altro mai autorizzato dalla questura, fino a via dei Lucani, dove l’anno scorso la giovane Desirée Mariottini fu uccisa da un gruppo di immigrati. Per tutta la mattinata gli estremisti di destra sono stati segnalati in zone diverse del quartiere. Ma erano sempre falsi allarmi. Alla fine è stato uno scarno comunicato a decretare la fine della sfida a distanza con gli antifascisti: Fiore in caserma, nessuna manifestazione e tante critiche alla polizia. Il presidio, però, organizzato, da ‘Libera repubblica di San Lorenzo’, movimento all’interno del quale confluiscono diversi centri sociali, ‘Communia’, ‘Non una di meno’ ed ‘Esc’, resterà a San Lorenzo fino a questa sera, in forma ridotta. “Non li faremo passare – aveva promesso Giorgio Bisegna dell’Anpi di San Lorenzo – sono sicuro che non riusciranno nemmeno ad avvicinarsi, proprio come è accaduto la settimana scorsa alla Sapienza. In strada troveranno la presenza democratica di decine di cittadini e cittadine pronti a difendere i valori della democrazia “. “Sono stato fermato perché stavo portando un mazzo di fiori sul luogo in cui è morta Desiree. Il quartiere era completamente blindato dalle forze dell’ordine per impedirmi di entrare” lamenta lo stesso  Fiore su Facebook. “Tempus est tacendi. Non per il silenzio elettorale, cosa di cui mi interessa poco – aggiunge – ma per la vergogna che come italiano provo per Desiree e per i suoi sogni e la sua bellezza svaniti quella sera. Solo la preghiera e un mazzo di fiori per lei oggi. Ma verrà un giorno in cui il sacrificio di Pamela (Mastropietro ndr.)  e Desirée sarà ricordati come l’inizio della fine di chi odia l’Italia”. Fonte: la Repubblica