LA SAPIENZA: VENTUNO INDAGATI PER I RAVE ILLEGALI

LA SAPIENZAFeste abusive andate avanti fino all’alba, con migliaia di partecipanti e, in molti casi, con tanto di biglietto di ingresso a pagamento. Un’occupazione a tutti gli effetti per la Procura di Roma, che ha deciso di aprire un fascicolo sui rave illegali, che da tempo, vengono organizzati all’interno della Sapienza. Mentre mancano poche ore al nuovo evento illegale, stasera dalle 20, davanti alla Facoltà di Fisica, la Digos – che ha sempre monitorato le attività degli antagonisti universitari, organizzatori di queste notti senza regole – sta ultimando un’informativa da consegnare al pm Erminio Amelio. Un’ipotesi di reato c’è già: violenza privata. Perché, almeno secondo la polizia, gli organizzatori avrebbero costretto chi cercava di cacciarli a “tollerare” la loro presenza. E anche i nomi dei presunti responsabili ci sono già: la Digos ha già denunciato in procura 21 persone, cioè gli organizzatori dei party. Ora, con ogni probabilità, gli stessi nomi finiranno sul registro degli indagati. Sono tutte persone che gravitano nei movimenti antagonisti, già protagonisti, a più riprese, di manifestazioni non autorizzate. Il reato di violenza viene ipotizzato nei confronti di chi «con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa». A fare scattare l’inchiesta, la denuncia della stessa università, dopo un evento dell’aprile 2018: il Teppa Fest, che ogni anno ha luogo sul pratone della Minerva. «L’iniziativa non era autorizzata, era abusiva ed è stata prontamente denunciata agli organismi competenti e, in particolare, al Commissariato di Polizia da parte delle autorità accademiche preposte alla sicurezza», aveva comunicato l’ateneo in una nota. In quell’occasione, l’ingresso della festa era su piazzale Aldo Moro e gli organizzatori – come sempre – erano muniti delle chiavi dei cancelli. Il rave era a pagamento: tre euro ad ingresso (versati da ciascuno degli oltre duemila partecipanti). Fonte: Leggo