TAVOLO QUALITÀ: MA IL MUNICIPIO SECONDO NON FUNZIONA

IL LOGO DEL MUNICIPIO IIScrive il Tavolo Qualità II Municipio: “Si avvicina una scadenza elettorale. Come Tavolo non prendiamo posizione ma ricordiamo che la classe politica, ad ogni livello, va giudicata per quello che fa e non per quello che dice. Per quanto riguarda il nostro Municipio (per la verità molti degli uffici comunali, ma noi ci occupiamo del II Municipio), il punto è che tali uffici non funzionano (e da tempo – si generalizza è chiaro – ma non possiamo impegnare del tempo ulteriore, oltre quello che ci fanno perdere, per un servizio che già dovremmo avere come contribuenti). L’organizzazione di questi uffici è incentrata più sulle esigenze di chi ci lavora che su quelle dei contribuenti/cittadini/elettori. Sul tema del “funzionamento” degli uffici del Comune di Roma, in questo caso II Municipio, riceviamo e volentieri pubblichiamo due tra le lettere pervenute tra ieri ed oggi:

1) “In questa città anche una semplice richiesta anagrafica è un’odissea. Sono un imprenditore che abita nel II Municipio, al quale, stamane 21 maggio, serviva con urgenza la certificazione di esistenza in vita; un semplice documento…credevo…

Mi sono imbarcato in questa “missione”, tra uffici municipali, call center, fax, numeri verdi del sito del Campidoglio senza avere risposta alcuna, se non l’effettiva consapevolezza che avrei dovuto provvedere online seguendo stucchevoli e lunghe procedure sul sito… il sito, dal nome che dovrebbe evocare celerità, mi rimandava sulla piattaforma dove avrei potuto prendere un appuntamento nel Municipio di riferimento; seguo passo per passo le indicazioni, così dopo tre interminabili ore mi ritrovo sul calendario degli appuntamenti disponibili nel mio Municipio di riferimento (il II); E pensate un po’?.. Il primo appuntamento utile, per essere ricevuto in ufficio anagrafe, era esattamente dopo 25 giorni dalla mia richiesta! Ora, se la spending review si è mossa verso l’ottica della digitalizzazione, l’obiettivo dovrebbe anche rispondere all’efficienza e alla riorganizzazione del back-office, creando, magari, dei centralini ad hoc soprattutto per coloro i quali sono sprovvisti o incapaci di provvedere tramite sistemi informatici. – A.D. Imprenditore Quartiere Trieste” (ndr. Si può interessare di questo la Presidente Del Bello?);

2) “Questa mattina mi sono recata a Via Goito al II Municipio per fare uno stato di famiglia. Mi è stato detto che ormai non si possono ottenere documenti a vista ma solo dietro un appuntamento (primo appuntamento a metà giugno). Ho fatto presente che dovevo richiedere per l’assicurazione di mio figlio uno stato di famiglia e che mi era necessario per usufruire della Legge Bersani. Il portiere mi diceva che lo “stato di urgenza” è un requisito che deve essere accertato dal funzionario responsabile che al momento non era presente ma che sarebbe arrivato in mattinata. Alla domanda: “a che ora arriva il funzionario responsabile visto che sono le 8:40 del mattino?” la risposta è stata in mattinata. È oltremodo gravissimo che il funzionario responsabile o un suo sostituto non sia presente in ufficio all’apertura degli sportelli visto che attraverso di lui, o chi per lui, passano le autorizzazioni. Sono andata dai vigili per presentare denuncia ma i vigili mi hanno risposto che non è di loro competenza. Sono ritornata alle 9:00 all’ufficio anagrafico e finalmente il funzionario era arrivato dicendomi che lo stato di famiglia non è urgente. Tengo a precisare che anche per la carte di identità elettroniche sia Via Goito che Via Dire Daua non ha disponibilità per più di 6 mesi e che sul sito del Ministero dell’Interno è impossibile prendere appuntamento in questi due municipi. Dove dovremmo andare a fare la carta di identità elettronica? A Fiumicino? Grazie, Dalia Aminoff”.