L’ATTENTATO A EZIO TARANTELLI: ERA IL 27 MARZO 1985

il luogo dell'attentato a tarantelliEzio Tarantelli (Roma, 11 agosto 1941 – Roma, 27 marzo 1985) è stato un economista e accademico italiano, ucciso dalle Brigate Rosse. Il 27 marzo 1985, al termine di una lezione alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università La Sapienza in via del Castro Laurenziano, due brigatisti agirono con una mitraglietta contro il professore, nel parcheggio dell’ateneo. L’assassinio fu rivendicato dalla formazione delle Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente con un documento di settanta pagine lasciato sulla sua auto, nel quale Tarantelli veniva attaccato per il suo ruolo di consulente Cisl nell’accordo tra governo e sindacati sul taglio degli scatti di scala mobile. Le Brigate Rosse avevano iniziato già da un anno un’inchiesta interna sulle attività ed i movimenti di Tarantelli. I processi accertarono che ad uccidere il professore furono Antonino Fosso (assolto in primo grado e condannato poi all’ergastolo) ed un’altra persona senza nome; Barbara Balzerani, come capo della colonna romana della Br che diede vita alle operazioni, fu condannata a due anni di carcere per “apologia di reato”. La mitraglietta Skorpion che venne usata per l’omicidio fu poi rinvenuta, nel 1988, in un covo delle Brigate Rosse, in via Dogali a Milano. Gli esami balistici svelarono che con quella stessa arma si agì anche contro l’ex sindaco di Firenze Lando Conti, nel 1986, e contro il senatore democristiano Roberto Ruffilli, ucciso a Forlì nel 1988; ma anche contro i due giovani militanti missini Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, assassinati il 7 gennaio 1978 nella cosiddetta Strage di Acca Larentia.