FONDAZIONE BIOPARCO: INVASIONE DELLE SPECIE ALIENE A ROMA

Parrocchetto monaco 2Vivere, convivere, lottare, soccombere alle specie aliene invasive: queste le tematiche al centro della riunione di esperti dal titolo ‘Alieni a Roma’ organizzata oggi dalla Fondazione Bioparco in collaborazione con Life Asap(Alien Species Awareness Program) coordinato dall’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per parlare di Punteruolo rosso 1questa cittadinanza parallela che ormai abita stabilmente le città e delle azioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno. Pappagalli, testuggini palustri americane, nutrie, punteruoli rossi e tanti altri sono in preoccupante aumento a Roma e stanno causando seri problemi alla biodiversità cittadina, fino all’estinzione delle specie autoctone e all’alterazione degli habitat che occupano. Nella Capitale più di mille  coppie di parrocchetto dal collare di origine asiatica, e altrettante di parrocchetto monaco, di origine sudamericana, si contendono i quartieri Parioli il primo, San Giovanni e Appio il secondo. Il punteruolo rosso dell’Estremo Oriente ha cancellato buona parte delle palme dagli orti botanici e dalle piazze; resistono coraggiosamente quelle di piazza di Spagna.  “Le sponde del Tevere sono il rifugio di famiglie di nutrie, roditori oversize dall’aspetto simile ai ratti, Trachemys scripta2spiega il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Francesco Petretti. Le zanzare tigre, è solo questione di giorni, con le copiose piogge di maggio ci faranno ‘vedere le stelle’. I parrocchetti – continua Petretti – cacciano dal nido picchi e storni, cince e torcicolli, le nutrie devastano la flora acquatica dei laghetti nei parchi e del Tevere. Per alcune specie è difficile dare numeri, ma è verosimile sostenere che le testuggini d’acqua americane, le stesse che si vendevano nei luna park a 100 lire, superino le decine di migliaia di esemplari. Fra loro si nasconde anche qualche temibile testuggine azzannatrice americana, un vero mostro dalle mandibole a becco. E l’elenco delle specie aliene invasive, che un tempo venivano definite esotiche, è ancora lungo, e  interminabili sono gli effetti negativi che questi animali hanno sull’ecosistema urbano con tutte le sue componenti indigene. Le famiglie in visita al Bioparco – conclude Petretti – saranno coinvolte per segnalare la presenza degli alieni nei giardini e per le strade dei quartieri romani”.