BIOPARCO A RISCHIO CHIUSURA

Il Bioparco, inaugurato nel 1911 dal sindaco Ernesto Nathan e trasformatosi nell’arco di oltre un secolo da giardino zoologico dall’approccio ludico-ricreativo a centro per la conservazione della biodiversità e l’educazione ambientale, naviga in acque difficili. A rendere precario l’andamento economico della Fondazione, partecipata per un terzo dal Campidoglio, è la mancata erogazione dei fondi pubblici, nonostante le somme siano state BIOPARCOinserite nel piano comunale degli investimenti fino al 2020. Gli arretrati non ancora versati ammontano a tre milioni di euro: uno del 2018, due di quest’anno. A riprova di quanto la situazione sia critica, la lettera inviata giovedì dal presidente del Bioparco, Francesco Petretti, alla prima cittadina, al city manager Franco Giampaoletti e al capo di Gabinetto, Stefano Castiglione. «Non nascondo che, in assenza della ripresa dell’ordinaria corresponsione dei contributi da parte di Roma Capitale — paventa l’autore della missiva — si possano persino prevedere la chiusura della struttura e le dimissioni contestuali di tutti gli organi di gestione». Ipotesi estrema, ma plausibile, se le risorse dovessero continuare a non affluire. Per sopperire al deficit la prima, inevitabile, manovra saranno tagli anche drastici. Se non fosse che alcuni settori sono già stati ridimensionati: «Il programmato adeguamento dell’area veterinaria — sottolinea Petretti — non è stato realizzato, tanto che risulta in gravissima carenza di organico». Congelati anche i conti: a causa dell’incertezza finanziaria, e della ridotta liquidità, il Cda ha rinviato l’approvazione del bilancio. A gravare su un quadro già compromesso è stato, inoltre, il clima anomalo con temperature più autunnali che primaverili delle ultime settimane. Giornate che avrebbero dovuto registrare picchi di visitatori — Pasquetta, 1° maggio e la domenica successiva — sono state invece disastrose a causa del maltempo: «Abbiamo perso il 90 per cento, se le condizioni atmosferiche non miglioreranno — il presidente del Bioparco è preoccupato — sarà difficile recuperare». Tanto più con il buco di tre milioni, un terzo dell’intero volume d’affari (500 mila la media annuale di visitatori). Fondi necessari per lavori di ristrutturazione e ammodernamento, indispensabili sia per migliorare la qualità della vita degli animali sia sotto il profilo della fruizione. «Orsi sequestrati negli zoo albanesi perché tenuti in pessime condizioni, esemplari rari di tigri di Sumatra, pinguini del Capo… il Bioparco non è soltanto patrimonio della città di Roma, ma dell’umanità», insiste Petretti. Tra gli interventi preventivati, che potrebbero saltare venuto meno il budget al quale si pensava di poter attingere, la sistemazione del rettilario e della voliera progettata nel 1935 dall’architetto paesaggista Raffaele De Vico (suoi anche il progetto del parco del Colle Oppio e la ricostruzione del teatro di Ostia Antica) oltre al restauro dell’ingresso. Sul fronte del benessere animale, tra le opere in cantiere che hanno già ottenuto il parere favorevole della Sovrintendenza, l’adeguamento dello spazio dedicato ai leopardi. Finora si è riusciti a tamponare grazie al lavoro di squadra: «Siamo andati avanti con dignità, abbiamo stretto la cinghia e ci siamo appellati al senso di responsabilità dei dipendenti: 85 fissi, senza contare l’indotto che gravita intorno al Bioparco». Sistema in bilico, se non verranno sbloccati i fondi: «Nonostante le rassicurazioni espresse anche la scorsa settimana da parte della Dirigenza generale del Comune — si ribadisce nella lettera — , che ha comunicato di aver risolto il nodo amministrativo che rallentava l’erogazione del contributo, devo prendere atto che ad oggi non sono ancora state erogate l’ultima rata 2018 dell’importo messo a bilancio da Roma Capitale e le prime due dovute per il 2019». Da Palazzo Senatorio assicurano, però, che la questione dovrebbe risolversi al più tardi entro la fine di maggio: «Con il Bioparco abbiamo riallineato le singole voci di spesa — spiega il dg Giampaoletti — e ricostruito il montante complessivo destinato al benessere animale. Confido che entro pochi giorni siano definiti gli atti per procedere ai pagamenti». Fonte: Corriere della Sera