FINALMENTE RIAPERTI I GIARDINI DI VILLA MASSIMO

GIARDINI VILLA MASSIMOIl nastro giallo e rosso tagliato, centinaia di palloncini di tutti i colori che volano in cielo lanciati dalle mani dei bambini delle scuole, il coro dei vigili che intona le note di “Canta se la voi cantà” e un grande applauso che scoppia tra le aiuole, i vialetti bianchi, i prati fioriti e i giochi di questo parco rinato a nuova vita. E’ una grande GIARDINI VILLA MASSIMO 1festa di quartiere quella che riapre i cancelli dei giardini di Villa Massimo. “Una giornata bellissima, anche sotto la pioggia, una gioia infinita”, dice la dem Francesca Del Bello, con la fascia di presidente del II Municipio. “Inaugurazione bagnata, inaugurazione fortunata”, aggiunge la sindaca Virginia Raggi, venuta qui, nel cuore del quartiere Italia per la GIARDINI VILLA MASSIMO 2cerimonia. Sì, la riaperura dopo sei anni di questo piccolo paradiso verde tanto amato dagli abitanti è stata veramente una festa di tutti. “Noi del Comitato” spiega Marina Casali “a un certo punto abbiamo visto le ruspe in azione e siamo intervenuti contro gli abusi, rivolgendoci alla magistratura e facendo scoprire un vincolo che ha fatto ritornare il parco come era prima”. Il nastro giallo e rosso tagliato, centinaia di palloncini di tutti i colori che volano in cielo lanciati dalle mani dei bambini delle scuole, il coro dei vigili che intona le note di “Canta se la voi cantà” e un grande applauso che scoppia tra le aiuole, i vialetti bianchi, i prati fioriti e i giochi di questo parco rinato a nuova vita. E’ una grande festa di quartiere quella che riapre i cancelli dei giardini di Villa Massimo. “Una giornata bellissima, anche sotto la pioggia, una gioia infinita”, dice la dem Francesca Del Bello, con la fascia di presidente del II Municipio. “Inaugurazione bagnata, inaugurazione fortunata”, aggiunge la sindaca Virginia Raggi, venuta qui, nel cuore del quartiere Italia per la cerimonia. Sì, la riaperura dopo sei anni di questo piccolo paradiso verde tanto amato dagli abitanti è stata veramente una festa di tutti. “Noi del Comitato” spiega Marina Casali “a un certo punto abbiamo visto le ruspe in azione e siamo intervenuti contro gli abusi, rivolgendoci alla magistratura e facendo scoprire un vincolo che ha fatto ritornare il parco come era prima”. “Do il benvevuto soprattutto a tutti i bambini del quartiere che d’ora in poi si riprenderanno la loro villa e potranno tornarci a giocare”, annuncia sotto la pioggia su un piccolo palco la Del Bello, che aveva organizzato la giornata con l’invito alle scuole Fratelli Bandiera, Falcone e Borsellino e Mater Dolorosa e lo spettacolo dei palloncini legati alle panchine e poi distribuiti a una folla di bambini. E la Raggi: “E’ un onore essere qui, insieme a tanta gente che ha lavorato per la riapertura del parco. Quando c’è lavoro di squadra tra Comune, Municipio e cittadini, i risultati arrivano”. “Adesso si apre un nuovo futuro per la villa” aggiunge il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco “e sarete tutti benvenuti, anche con i vostri amici a quattro zampe”. E alla fine Raggi e Del Bello con le vanghe in mano piantano un albero di Giuda, il Siliquastro, che farà una cascata di fiori rosa. Intorno uno splendore. Niente più costruzioni abusive, niente più lucchetti ai cancelli. Il terreno è stato rimodellato e sono state smontate le strutture lasciate incomplete. Non solo. I vialetti sono stati riportati al disegno e alla base di sabbia originari. Ma anche la vegetazione è tornata allo scenario originale: sono stati rimossi agrumi, palme e ligustri e sono state preservate le specie tipiche, come pini, tigli, lecci, sughere, carrubi e cipressi. La storia infinita della villa era cominciata tra la fine gli anni Novanta e il Duemila, quando il Comune aveva assegnato a due gestori l’area per farne un punto verde per l’infanzia, con una giostra e uno spazio di ristorazione, mediante una concessione fino al 2022, in cambio della manutenzione dei preziosi ettari. Nel corso del tempo però il giostraio si dedicava ad un’altra attività e l’altro gestore rilevava tutto il progetto, poi approvato dal municipio nel 2010. Ma sorgono alcune costruzioni abusive e il Comitato di Villa Massimo insorge denunciando tutto alla magistratura e iniziando una lunga battaglia che viene vinta. Anzi il Consiglio di Stato ricorda l’esistenza di un vincolo paesistico da rispettare seguendo le indicazioni della Soprintendenza. E così è stato fatto, con un progetto e fondi del Municipio, riportando la villa a come era nel dopoguerra. Rimane chiuso invece il chiosco bar della discordia, che probabilmente, se il concessionario perderà la causa arrivata al Consiglio di Stato, dovrà essere riassegnato con un nuovo bando, dopo essere finito al centro delle polemiche, gli anni scorsi, per una serie di strutture che non rispetterebbero i vincoli. Per la sua riapertura, come prescritto dalla Sovrintendenza, bisognerà, in ogni caso prima di tutto rimuovere alcuni elementi come la pergola. Poi sarà necessario ridimensionarne il volume complessivo. Fonte: la Repubblica