QUEI PERSONAGGI AFFACCIATI ALLA FINESTRA IN VIA TIBURTINA

VIA TIBURTINAPercorrendo la via Tiburtina, partendo da piazzale Tiburtino, prima di giungere a piazzale del Verano, sulla sinistra possiamo osservare una palazzina d’epoca dall’aspetto alquanto bizzarro poichè è un miscuglio di stili architettonici che vanno dal rinascimentale al barocco ed al palladiano. Esso è chiamato il “Palazzo Decorato”. Trattasi in effetti di un villino e precisamente il “Villino Sartorio”. Esso era di proprietà dello scultore Giuseppe Maria Sartorio, nato a Boccioleto in Valsesia nel 1854 e molto famoso per aver eseguito numerose opere d’arte, e specialmente per aver realizzato statue cimiteriali. Lavorò a Torino, ma anche in Sardegna, poi venne a Roma e frequentò l’Accademia Nazionale di San Luca. Durante il suo soggiorno a Roma, la sua condizione agiata di benestante, in quanto discendente da famiglia aristocratica, gli consentì di acquistare un terreno sulla via Tiburtina e ivi fece costruire un villino che da lui prese nome. Questa sua residenza venne adibita, non solo come abitazione ma anche come officina ove lui eseguiva le sue opere e era anche adibita a scuola di scultori ove lavoravano i suoi allievi. Ma la particolarità che rende ancora più curiosa questa costruzione è che lo scultore realizzò una finestra a bifora ove si affacciano tre personaggi dall’aspetto bizzarro. Si notano un anziano uomo dalla barba fluente e riccia e con in testa un berretto settecentesco e con in mano un binocolo, mentre accanto a lui vi è una signora elegante. Invece dalla parte opposta vi è una ragazza in costume ciociaro. Tutti e tre affacciati che guardano la strada e hanno l’aspetto sorridente. La scultura è stata effettuata in terracotta rossa. Una leggenda narra che il gruppo scultoreo raffiguri il proprietario stesso che, assieme alla moglie e ad una servetta, guardano passare sotto la finestra un funerale diretto verso il Cimitero del Verano. Essi, in modo blasfemo, anziché partecipare al cordoglio con viso mesto, si mettono, per scherno, a ridere. Così vengono puniti dal Signore il quale li trasforma istantaneamente in tre statue pietrificate. In realtà, anche se curiosa, si tratta di una pura fantasia artistica di Sartorio. Questo singolare personaggio ebbe una sorte alquanto misteriosa. Infatti nel 1922, nel corso di una traversata a bordo di un piroscafo fra la Sardegna ed il Lazio, scomparve nel Mediterraneo e di lui non si seppe più nulla. Non si sa se cadde in mare per disgrazia, oppure se sia stato ucciso. Fonte: Luciano Vittozzi