UNA FAVELA A DUE PASSI DALLA STAZIONE TIBURTINA

favela tiburtinaNei cunicoli, sotto i ponti, nei giardini, accanto ai palazzi non ci sono più solo sbandati e senzatetto, ma varia umanità. Fantasmi che trovano rifugio in ogni angolo nascosto. A due passi dalla Stazione Tiburtina sotto la rampa della Tangenziale hanno allestito camere da letto e salottini con tanto di poltroncine rosso fuoco. Decine di persone accampante che ricevono anche ospiti (provenienti da altre zone) ad ogni ora del giorno e della notte. Il senso di insicurezza è sempre più alto. I residenti lamentano «degrado e abbandono». Con il primo che è molto spesso figlio del secondo, o meglio di quella mancanza di controlli che di frequente è il punto debole dei quartieri di Roma. «Troppi bivacchi, troppe persone che utilizzano le aree pubbliche come dormitorio», ripetono da tempo. E ieri l’ennesimo raid in una pizzeria della zona: «Sono entrati in pieno giorno in un locale, tra via Teodorico e via Lorenzo il Magnifico, con i clienti all’interno per tentare il furto della cassa, è assurdo. Non hanno paura di nulla: ci vogliono più controlli». I piloni del ponte poi sono utilizzati come bagni pubblici, per non parlare dell’immondizia e bottiglie di birra infilate un po’ ovunque. «Il bivacco, l’inciviltà di molti, l’assoluta assenza dell’amministrazione – si sfogano gli abitanti – sono all’origine di un fenomeno dilagante e incontrollato». Non siamo in una lontana periferia della città, fuori dalla vista di tutti, ma a pochi metri dal secondo scalo romano: la stazione Tiburtina. Trasformato (all’esterno) in terra di nessuno: qui i residenti hanno paura ad avvicinarsi per il cattivo odore, gli escrementi a terra e il degrado in generale. «Quando scende la sera, è meglio essere cauti. Sotto le rampe e tutto intorno alla Tangenziale ci sono troppi pericoli. Sbandati, tossici e ubriachi e comunque la gente che parcheggia lì, ha paura. Spesso nella zona ci sono gruppi di rom che bivaccano e chiedono soldi». Uno spettacolo ben visibile non solo dai residenti ma anche dai tanti turisti e pendolari che vanno a prendere un treno o un pullman. E sì perché dall’altra parte della Stazione c’è il grande capolinea dei bus che partono verso le più disparate destinazioni. Intanto le persone che hanno allestito il loro appartamento sono lì, immobili. Osservano seduti il passaggio delle persone e delle macchine che gli sfrecciano accanto. Sul muro hanno appeso buste di plastica che fungono da mensole per spazzolini, dentifricio, lamette, specchietti per farsi la barba e tanto altro.«Il degrado attorno Stazione Tiburtina, tra furti, risse, accampamenti abusivi, schiamazzi è completamente fuori controllo – spiegano Francesco Figliomeni vicepresidente della Assemblea Capitolina (FdI)e Marco Rollero presidente del club delle libertà per le politiche sociali e sicurezza (FI) – Un numero imprecisato tra sbandati e rom stazionano stabilmente sotto il cavalcavia della Stazione, nel completo disinteresse degli organi di controllo che dovrebbero vigilare su questa situazione indecorosa per i cittadini residenti e per tutta la comunità». «Sono tante le segnalazioni che abbiamo ricevuto – aggiungono – Questi sbandati rapinano, urinano, mangiano e bevono a tutte le ore del giorno in prossimità delle abitazioni, al punto che i residenti sono in un costante stato di terrore e insicurezza che li porta a vivere, in particolare nelle ore serali, in uno stato di coprifuoco. Chiediamo alle Forze dell’Ordine e all’Amministrazione capitolina di farsi carico di questa problematica che ogni giorno diventa sempre più evidente e pressante, andando incontro alle giuste richieste di sicurezza di chi vive il quartiere o meglio sopravvive in questa situazione di estremo degrado». Fonte: il Messaggero