VIA GIUBA: L’OMICIDIO DEL GIUDICE OCCORSIO, IL 10 LUGLIO 1976

l'attentato al giudice occorsioVittorio Occorsio è stato un magistrato italiano, vittima del terrorismo di estrema destra negli anni di piombo. Aveva partecipato al processo per la Strage di piazza Fontana e ai processi e al movimento terroristico di ispirazione neofascista Ordine Nuovo. Frequentò gli studi classici presso il liceo Giulio Cesare per poi laurearsi in giurisprudenza. Dopo l’esplosione dell’ordigno in Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969, in qualità di sostituto procuratore si occupò del primo interrogatorio di Pietro Valpreda, contestandogli l’omicidio di quattordici persone e il ferimento di altre ottanta[1]. Nell’aprile del 1976 fu il primo magistrato a occuparsi della loggia massonica segreta denominata loggia P2 e a indagare sui rapporti tra terrorismo neofascista, massoneria e apparati deviati del Sifar. In precedenza si era occupato anche del golpe Borghese. Fu ucciso da Pierluigi Concutelli a Roma la mattina del 10 luglio 1976, colpito da colpi di mitra mentre si recava in ufficio con la sua auto, una Fiat 125 special, all’incrocio tra via Mogadiscio e via Giuba, nel quartiere Trieste, a poche decine di metri da casa sua.