GIARDINI DI VILLA MASSIMO, SE TUTTO VA BENE RIAPRONO IL 15 MAGGIO

Leggiamo sulla newsletter di Carlo Manfredi, consigliere municipale del Pd, il testo che riportiamo di seguito: “Venerdì scorso la Commissione ambiente del II Municipio ha effettuato un sopralluogo a Villa Massimo, in concomitanza con il sopralluogo programmato dall’omologa Commissione comunale. Erano presenti alcuni consiglieri comunali e municipali, la presidente Francesca Del Bello, l’assessore all’ambiente del giardino di villa massimoMunicipio Rino Fabiano e diversi cittadini. Abbiamo potuto verificare come i lavori di ripristino e riqualificazione siano quasi completati, e nell’occasione è stata annunciata la riapertura al pubblico della villa durante il prossimo mese. La data potrebbe essere il 15 maggio. Come molti sanno, la dolorosa vicenda della villa incominciò nel gennaio del 2013, quando il Comitato per la difesa di Villa Massimo presentò un ricorso contro il progetto di riqualificazione del “Punto verde infanzia” elaborato dal concessionario (Dafi Srl) e avallato dall’allora III Municipio. Ne scaturì un lungo iter giudiziario, che ha comportato la chiusura al pubblico della villa per quasi sei anni. Dopo alterne vicende – fra cui un pronunciamento del Consiglio di Stato che ha indicato le responsabilità del Comune, reo di aver dato in concessione la villa per la realizzazione dell’area giochi e dell’area ristoro senza il parere vincolante della sovrintendenza – le amministrazioni comunale e municipale hanno trovato un accordo per lavorare in sinergia su un progetto di riqualificazione e ripristino dello stato originale dei luoghi, approvato dal soprintendente Francesco Prosperetti nell’agosto del 2017. Durante i lavori, volti a riportare la villa al disegno dell’immediato dopoguerra, si è intervenuti principalmente sulle alberature. Sono stati piantati pini, sugheri e lecci, per compensare almeno in parte la perdita di numerosi pini, eliminati negli anni e abbattuti durante i lavori di ripristino per motivi di sicurezza (in totale una 40na circa di esemplari). Sarà piantata a breve anche una quercia, a simboleggiare la rinascita del parco. Il progetto ha quindi visto il rimodellamento del terreno, l’eliminazione delle strutture incomplete innalzate al centro del giardino, la rimozione dei cigli in travertino delle aiuole e la realizzazione dei vialetti con una pavimentazione in materiale stabilizzato. Nuove panchine e giochi per i bambini saranno posizionati nello slargo centrale (per ora due altalene, uno scivolo e due giochi a molla, poi si vedrà). I lampioni che Acea provvederà a installare saranno del “tipo Pincio”. Per quanto riguarda la vegetazione bassa, si sono preservate le specie coerenti con il paesaggio della campagna romana. Altri alberi potrebbero essere piantati in futuro, una volta che l’assetto del verde si sarà consolidato, e su questo bisognerà ragionare. Circa la gestione dei rifiuti, la scelta è stata quella di eliminare i cestini e installare una postazione per la raccolta differenziata all’esterno della villa. Personalmente, non sono contrario a questo tentativo, che punta alla responsabilizzazione e chiede collaborazione alle persone. Durante il sopralluogo ho però suggerito di prendere contatto con Ama e con la Sovrintendenza per valutare il posizionamento della postazione per la raccolta differenziata all’interno della villa, nei pressi dell’ingresso fra viale di Villa Massimo e via Ravenna, progettando una piccola area informativa e di conferimento dei rifiuti, con dei pannelli che diano informazioni sul giardino, sul corretto smaltimento e sul perché della scelta. In questo modo la postazione sarebbe anche protetta e più facilmente gestibile, poiché a servizio esclusivo dei frequentatori del parco durante l’orario di apertura. La vecchia struttura della giostra, che in questi giorni ancora incombe al centro della villa, dovrà essere smontata e rimossa dal Municipio, in attesa che si sciolga l’ultimo nodo della vicenda e che il Tar si pronunci in merito. Si giunge quindi oggi, dopo anni di incertezza, di difficoltà amministrative e di polemiche, alla conclusione di una disputa che ha visto un bene alienato per troppo tempo, con grave danno per tutti gli abitanti del quartiere. Un parco pubblico di grande valore torna a essere vissuto, e si chiude una triste storia che con più di attenzione e rispetto delle corrette procedure non si sarebbe mai aperta”.