VIA DEGLI APPENNINI: TROVATI DUE SCHELETRI DURANTE SCAVI

via appenniniStavano scavando per la manutenzione delle condutture del gas quando è spuntato dal terriccio, a non più di due metri dal livello della strada, qualcosa di inquietante e inequivocabile: un osso umano. Poi due, dieci. I femori. L’ulna. Parti della calotta cranica. Composti in maniera abbastanza precisa, una volta che l’area di un paio di metri quadrati è stata pulita e messa allo scoperto: erano due scheletri, entrambi, secondo i primi accertamenti, di sesso maschile. Il giallo è ambientato in via Appennini, al quartiere Trieste, a poche decine di metri da via Nomentana e Villa Torlonia. La macabra scoperta è stata fatta dagli operai dell’Italgas al lavoro nella strada da un paio di settimane, in un cantiere che avrebbe dovuto chiudersi il 19 aprile. A questo punto, però, le operazioni sulla rete del gas sono state interrotte: sul posto, dopo l’allarme ai carabinieri, sono intervenuti funzionari e archeologi della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, agli ordini della dirigente Marina Piranomonte, per cercare di datare i resti umani. Il cartello del cantiere con i due scheletri. Sulle prime, come in un riflesso condizionato, il pensiero è andato a Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, le ragazze scomparse nel 1983 e mai più ritrovate. Anche perché qualche mese fa, non troppo distante, in via Po, nella casa del custode della Nunziatura Apostolica, erano saltate fuori le tracce di due scheletri che si è poi scoperto risalire a un periodo molto precedente. Anche in via Appennini, comunque, i cold case recenti non c’entrano. Le ipotesi allo studio sono per ora due. La prima è che i resti del cantiere Italgas siano quelli di soldati animati dal sogno dell’Italia unita: due garibaldini impegnati sul fronte di Porta Pia, nel 1870, di stanza nella vicina Villa Garibaldi, sulle cui macerie sorge ora un elegante condominio. L’altra traccia, più concreta secondo un primo sopralluogo degli archeologi, ci porta invece ben più a ritroso, fino all’epoca tardo romana, attorno al III-IV secolo d.C. Curiosità tra gli abitanti della zona, tra i quali è subito corsa la voce. «A Roma siamo abituati a camminare sulle tombe antiche – ha detto Loredana Pronio, una condomina dell’edificio che ha preso il posto del quartier generale degli eroi risorgimentali – Spero siano le spoglie di due garibaldini… In tal caso, mi farebbe piacere sapere di aver condiviso un pezzo di strada con chi è morto per l’unità d’Italia!». Fonte: Corriere della Sera