CANCELLATA LA SCRITTA PER VALERIO VERBANO A SAN LORENZO

La strage dei graffiti storici e “simbolici” continua. E il Campidoglio infila una gaffe dopo l’altra. Prima l’errore sulla scritta storica “Vota Garibaldi” alla Garbatella. Sempre ieri la denuncia dell’assessore ai Lavori pubblici del municipio III Francesco Pieroni sul mancato san lorenzointervento di rimozione del murale al Tufello “Gli spada non si toccano”. L’ultimo scivolone in ordine di tempo è costituito dalla cancellazione del graffito in ricordo di Valerio Verbano,  militante di sinistra vicino all’area di Autonomia operaia ucciso il 22 febbraio del 1980, che campeggiava in largo Passamonti, a San Lorenzo, dal 22 febbraio scorso. Era stato realizzato dai militanti del centro sociale Astra di Montesacro. “Il nome di Valerio campeggia su mille mura in città – rileva un attivista di Astra – ripristineremo anche la scritta a San Lorenzo, la misura intrapresa dal Campidoglio è’ davvero incomprensibile e assurda”. “Mi stupisco che il Comune non abbia, a questo punto, cancellato anche la scritta “Viva i partigiani”, a pochi passi, sempre su un muro della tangenziale – ironizza Luca Sappino, giornalista residente nel quartiere – devono essersi distratti. Perché se Raggi parla di errore, riferendosi alla storica scritta cancellata a Garbatella, due errori sanno invece di premeditazione, e la dimenticanza è solo il segno dell’ormai nota cialtroneria. Anche perché di muri da riverniciare, nel quartiere di San Lorenzo, volendo, ricoperti di scritte senza senso, scarabocchi, tag adolescenziali, ce ne sarebbero letteralmente chilometri: muri di scuole, di parchi pubblici, quelli del mercato. E invece si sono scelti questi venti metri qui, nel nulla”. Rino Fabiano, l’assessore all’Ambiente del municipio II, scuote la testa: “Le opere murali che ricordano la storia di questa città quando rinfrescate dal pugno dei suoi cittadini meritano il rispetto delle istituzioni capitoline – esclama – Invece da Garbatella a San Lorenzo si procede senza un criterio è il governo di questa città sembra avere una memoria corta e uno scarso rispetto delle mille storie umane rappresentate dai murales e dalle epigrafi”. Poi Fabiano offre un consiglio a Virginia Raggi: “Suggerirei alla sindaca di dare mandato al Decoro urbano di eliminare tutte le scritte razziste di Roma, gli sfregi alle sue mura storiche. A Roma anche i muri parlano di storia e vanno rispettati”. Fonte: la Repubblica