SAN LORENZO: APPARTAMENTO AFFITTASI, NO GAY E IMMIGRATI

san lorenzo“L’annuncio privato apparso nel quartiere San Lorenzo che esclude gay e immigrati dalla possibilità di affittare un appartamento offende tutta la città. Lascia un senso di vergogna e indignazione. @Roma non accetta discriminazioni”. Twitta così alle 16.30 la sindaca Virginia Raggi: peccato però che la notizia non sia in alcun modo verificata o verificabile. Al civico 14 di via dei Marrucini a San Lorenzo, indirizzo al quale l’avvocato – o sedicente tale – rimanda, quel portone non esiste. Di più: dopo una verifica in loco, appare chiaro che quell’ingresso non esiste in tutta la strada. E neanche in quelle limitrofe.La storia sarebbe questa: venerdì 1 marzo Pasquale C., 24 anni, studente di giurisprudenza e cliente dell’avvocato Luigino Ingrosso, che lo assiste per “questioni amministrative”, passa per via dei Marrucini. E nota “con grande amarezza” quel cartello discriminatorio: “Stanza in condivisione con ragazzo italiano 28 anni, appartamento 60 mq, euro 200 al mese (tutto compreso), no animali e no gay”. Pasquale si indigna, e chiama il numero di cellulare che accompagna l’annuncio. Parla con il “signor Carlo” per chiedere spiegazioni  e si sente “rispondere dall’interlocutore (proprietario dell’appartamento) che non solo non ‘gradiva’ gay all’interno della sua casa ma nemmeno immigrati o stranieri anche se muniti di permesso di soggiorno e dotati di busta paga”. Il racconto lo riporta Luigino Ingrosso, avvocato che però non risulta tale nell’albo del Consiglio nazionale forense; tuttavia Luigino potrebbe essere un nom de plume. “La questione” spiega Ingrosso, finisce “sulla scrivania delle avvocatesse Ilaria Napolitano e Sara Gitto del Foro di Roma, insieme a quella di G. M., il 39 enne escluso con il suo compagno venerdì scorso dal noto locale romano”. “Lo studio”, continua, “sta valutando la possibilità di una richiesta risarcitoria simbolica di euro mille con citazione davanti al Giudice di Pace di Roma contro il proprietario che ha affisso il cartello dal contenuto omofobo, richiesta risarcitoria non solo da parte del giovane Pasquale ma anche da tutti coloro che si sentano lesi nel proprio diritto alla libertà di scelta sessuale dall’affissione del cartello incriminato”. Con Pasquale C., il ragazzo che avrebbe visto il cartello e lo avrebbe fotografato, non è stato possibile parlare: “Il mio cliente è giovane, non se la sente. E poi risulta irrintracciabile” ha spiegato l’avvocato Ingrosso. E il numero di telefono sul cartello? È stato coperto con lo scotch, ma perché? Forse però Pasquale, che avrebbe chiamato il signor Carlo, ce l’ha. “Non riesco a comunicare con lui e io il numero non ce l’ho”. Fonte la Repubblica