ERA CADUTA IN UNA BUCA A VIA TARO: COLPA SUA, PER IL GIUDICE

via taro[1]Una professoressa universitaria in pensione ha raccontato al quotidiano “La Repubblica”, le traversie che ha dovuto affrontare in seguito alla caduta in una famigerata buca delle strade capitoline. La 76enne ha portato avanti la sua battaglia legale contro il Comune di Roma per 13 lunghi anni. Uno scontro estenuante, successivo ai lividi e alle fratture subite nella caduta. E alla fine ha dovuto arrendersi dopo che la Cassazione ha sentenziato: la signora caduta nel lontano 2006 in uno dei crateri di Roma dovrà pagare 30.000 euro per aver messo il piede in fallo ed essersi rotta un braccio. La signora, vittima del cratere di via Taro, una delle vie principali del quartiere Trieste, aveva chiesto un risarcimento da 100.000 euro per l’incidente, richiesta respinta dai giudici. Non è responsabilità del Comune se le strade sono ridotte a un colabrodo, ed è quindi facile imbattersi in una buca, maggiormente sono i residenti che devono tenere gli occhi aperti mentre camminano. In sintesi è questo il proccedimento argomentativo per mezzo del quale il giudice di ultima istanza ha dato torto alla vittima della caduta.