CAMBIA FACCIA L’EX DOGANA DI SAN LORENZO?

L’ex Dogana in via dello Scalo di San Lorenzo diventa il nodo di una battaglia legale. Il grande spazio di archeologia industriale all’ombra  della Tangenziale, divenuto dal 2015 “polo culturale” per eventi versatili, potrebbe chiudere e cambiare “faccia”. Da un lato, ci sono le due società Spazio Temporaneo srl e l’Attimo Fuggente srl, che hanno gestito negli ultimi tre anni l’area con contratti transitori (in successione e a breve durata, ex dogana san lorenzo-2l’ultimo scaduto il 4 gennaio scorso)  con il progetto di «dare vita ad una realtà virtuosa di smart city culturale dando lavoro a circa 200 persone quasi tutte Under35, ospitando stabilmente artisti contemporanei di assoluto livello, il tutto rimanendo in equilibrio economico – spiegano i responsabili, in una nota – tra eventi musicali, cinema gratuito, teatro, aree di socializzazione per gli studenti e tanto altro, che hanno visto la partecipazione di oltre 1.000.000 di visitatori». Dall’altra, il progetto della Propietà dell’ex Dogana di ristrutturare (con l’eventuale demolizione di edifici considerati storici) di tutto il complesso per realizzare ex novo uno Student hotel, struttura ricettiva con 500 stanze, di circa 13.500 metri quadri, «pensata come luogo di accoglienza per universitari, viaggiatori e professionisti facoltosi». A sostenere il piano degli ex locatari gli abitanti del quartiere San Lorenzo con cui è stato firmato un Protocollo D’Intesa, «perché venisse preservato il valore della struttura nella sua valenza storica visto che porta i segni del terribile bombardamento del1943 e quale luogo di avvio verso i campi di concentramento in esito alle leggi razziali». Il complesso dell’ex Dogan, come spiegano le due società, «ha una sua valenza architettonica: il progetto è del noto architetto Angiolo Mazzoni, anno 1925». Inoltre, il comitato di quartiere aveva sposato l’idea di una smart city aperta al territorio: non solo laboratorio artistico e musicale, ma anche sportivo con ingresso gratuito per i residenti, spazi ricreativi e incubatori di star-up. Ad oggi però, «questa idea di riqualificazione rischia di essere definitivamente accantonata – dichiarano le società – le proposte fatte dalle due società per un uso prolungato e stabile finalizzato anche ad una ipotesi di acquisizione futura, non hanno ricevuto nessuna risposta dalla Proprietà nonostante fossero da un punto di vista economico assolutamente competitive». Con queste premesse, è partito il ricorso al tribunale. Spazio Temporaneo Srl, nel rispetto delle prerogative di legge, si è rivolta al Tribunale di Roma affinché, in relazione ai comportamenti tenuti, ai fatti e alle previsioni di legge, fosse riconosciuto il proprio titolo ad utilizzare il complesso immobiliare quale co-conduttore per un periodo di tempo non inferiore alle previsioni di durata legale (sei anni più sei). Nel frattempo, da sabato partirà una sorta di “mobilitazione pacifica di artisti” per l’ex Dogana: da Sbagliato a Borondo, da Andreco a Domenico Romeo, Rub Kandy, Canemorto, Angelo Jaroszuk Bogasz, Guido Gazzilli, Tellas, Viviana Berti, Martina Scorcucchi, artisti a raccolta, a Roma, per sostenere il progetto dell’Ex Dogana, polo di animazione culturale. L’iniziativa, intitolata Monotono, è della factory Studio Volante che propone negli spazi di via dello Scalo di San Lorenzo una sorta di invasione artistica che in un mese di esposizioni, organizzate nei fine settimana, punta ad accendere nel pubblico sensazioni inedite all’interno di uno degli ultimi spazi di archeologia industriale della capitale. L’idea alla base della rassegna è raccontare gli ultimi quattro anni di attività attraverso le testimonianze di fotografi e pittori che hanno avuto la possibilità di utilizzare la struttura generando contenuti di arte visiva che hanno avuto un grande impatto sulla città. Fonte: il Messaggero