IL BORGHETTO FLAMINIO E ALTRE STORIE

borghetto flaminioPubblichiamo di seguito un articolo apparso sulla newsletter di Carteinregola, riguardante il Borghetto Flaminio e altre situazioni del quartiere.

Dalla via Flaminia si percepisce appena la situazione precaria dell’area,  un insieme di edifici fatiscenti, capannoni, casupole abbandonate, sfasciacarrozze, studi, bed and breakfast, abitazioni private ecc. di cui non si riesce nemmeno a reprire tutta la documentazione. Il Protocollo siglato con l’Università nel 2002, sindaco Veltroni, ha avviato  un processo che dopo sedici anni, se si esclude la bonifica, ancora non ha prodotto nessun risultato concreto di trasformazione. Lo scorso 12 dicembre Cild (Centro d’Iniziativa per la Legalità Democratica, membro della Rete di Carteinregola) ha  presentato  una prima relazione sull’inchiesta su Borghetto Flaminio che ha visto impegnati Soci e lo Staff legale dell’Associazione per più di un anno. Il Cild ha tra i suoi obiettivi “l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica e il buon funzionamento dei servizi pubblici e degli uffici di interesse dei cittadini e delle imprese”. E Borghetto Flaminio rappresenta, purtroppo, un caso esemplare nella cattiva gestione del patrimonio pubblico comunale. Localizzata a nord di Piazzale Flaminio tra la via Flaminia e le pendici di Villa Strohl Fern, presenta una particolare rilevanza dal punto di vista storico ambientale; sia per la sua posizione, vicino a Piazza del Popolo, che per prossimità con importanti attrezzature pubbliche ed emergenze storico monumentali (Villa Borghese, Casina Vagnuzzi-Accademia Filarmonica Romana, Museo di Villa Giulia). Ciononostante l’area, che è di proprietà di Roma Capitale, presenta ancora oggi un elevato degrado; occupazioni abusive, attività improprie, manufatti abbandonati e fatiscenti. Il Prg, Piano Regolatore Generale, descrive l’area: “di notevole valore paesaggistico e urbano per la presenza di un insieme di Ville storiche, occupata da manufatti di scarsa qualità e da aree libere intercluse, difficilmente accessibili e attualmente utilizzate per funzioni incongruenti” . E infatti oggi Borghetto Flaminio si presenta ai nostri occhi come un insieme di edifici fatiscenti, capannoni, casupole abbandonate, sfasciacarrozze, studi, bed and breakfast, abitazioni private ecc. ecc. senza che si sia riusciti ad ottenere informazioni e dati sullo stato delle concessioni/occupazioni ad eccezione di quelle riguardanti il Museo dei Bambini e la facoltà di Architettura della Sapienza. Il Museo dei Bambini Explora  si trova al limite esterno dell’area verso Piazzale Flaminio. E’ in concessione ad una Cooperativa Sociale ed è stato ricavato (bellissimo esempio di archeologia industriale) da un’antica autorimessa Atac; l’Università La Sapienza ha iniziato nel 2002 il progetto di ampliamento della facoltà di Architettura che, tuttavia, non risulta ancora concluso. Grazie a una diffida inviata da Cild il 7 giugno 2018 , in data 11 luglio si è conclusa la Conferenza dei Servizi aperta nel 2014. È emerso poi, come è possibile leggere nel dossier di Cild, che il mercatino domenicale dell’usato meglio noto come “Garage Sale” si tiene nell’area scoperta interna all’Università “La Sapienza” con tariffa di ingresso per i visitatori e locazione dei posti vendita agli espositori/venditori. Per capire meglio la situazione, dagli atti consultati il Cild ha potuto appurare che dal 2004, insieme alle aree, il Comune di Roma ha trasferito all’Università anche il mercatino che su quelle aree si svolgeva ogni domenica e che la stessa Università ha chiesto la cessazione delle attività commerciali. Tuttavia la richiesta è stata impugnata al Tar e al Consiglio di Stato dalla società che gestisce l’attività fino ad ottenerne la sospensione. La vicende che hanno riguardato il Circolo Bocciofilo Flaminio sono ancora meno chiare. La conclusione di questo lungo lavoro è una sola: l’ennesima presa d’atto che le priorità politiche sempre più spesso non coincidono con quelle dei cittadini e del territorio in cui vivono, con inevitabili conseguente negative in termini di mancata efficienza ed efficacia amministrativa. L’inchiesta di Cild sul Borghetto Flaminio è la prima di una serie avviata sul patrimonio comunale dopo i procedimenti della Corte dei Conti nei confronti dei  dirigenti comunali e dopo  le iniziative dello stesso Comune di Roma nei confronti delle associazioni sociali e culturali. Oltre al Borghetto Flaminio sono sotto osservazione il comprensorio di Pietralata, il complesso dell’Angelo Mai e le botteghe artigiane di Tor di Nona. Tutti immobili  di proprietà comunale, di pregio per dimensione e collocazione strategica, tutti immobili  male o per nulla utilizzati. Cild di tutto questo chiederà conto all’Amministrazione Comunale. In particolare, in relazione al danno che subiscono i cittadini sia sotto il diretto profilo  monetario, sia come straordinarie occasioni mancate di miglioramento della città. Infine, Cild insieme a Carteinregola, sollecita l’Amministrazione a chiarire e pubblicare in modo trasparente e democratico le concessioni e i canoni ricavati dall’utilizzo dell’area. (Thaya Passarelli e Maurizio Geusa)