PERMESSI FASULLI: È TUTTA UNA GIOSTRA

Il consigliere del Municipio II, Massimo Inches, in un comunicato, interviene sulla questione mai risolta dei permessi di istallazioni di giostre, in parchi quali Villa Borghese e Villa Chigi. “Da tempo – dice Inches – mi sto occupando di come vengono gestite le aree verdi comunali dove sono installate le giostre di privati, definite spettacolo viaggiante nei Punti Verdi Infanzia. Col passare del tempo acquisisco e metto insieme numerosi atti e documenti dagli uffici comunali e dal Dipartimento X (Tutela Ambientale e del Verde pubblico), che fanno emergere situazioni inquietanti sul modo in cui sono stati gestiti, fino ad oggi, da parte di funzionari e dirigenti comunali e della polizia municipale, tanto che ho ritenuto doveroso sporgere due denunce presso la Procura della Repubblica del Tribunale penale di Roma, per i reati di omissione e falso in atti d’ufficio, a carico di soggetti della pubblica amministrazione da identificare”. “In un caso – aggiunge Inches – ho riscontrato che vengono gestite le attività di giostre all’interno del Bioparco e via Piccinni all’interno di Villa Chigi, da persone prive della prescritta autorizzazione per l’esercizio dove sono ubicate. La polizia Municipale del II Gruppo, allertata dallo scrivente della mancanza del titolo autorizzativo da parte dei due gestori, accertato personalmente presso gli uffici del commercio del II Municipio, ha comunicato che è tutto a posto e non sono state rilevate violazioni a norme e regolamenti, mettendolo per scritto, assumendosene quindi la responsabilità”. “Una situazione altrettanto incredibile – dice sempre il consigliere – l’ho accertata nella gestione delle due giostre del Pincio e del Gianicolo, attività intestate ufficialmente alla stessa persona, che ben 12 anni fa, aveva presentato un progetto, che aveva ottenuto il maggior punteggio, a seguito del bando comunale emesso dal X Dipartimento. Il Bando riporta testualmente nell’art. 10 che i proponenti della gestione delle aree verdi non potranno risultare aggiudicatari di più di un’area. Poiché al momento della stipula del contratto di Concessione col Comune di Roma, il signore in questione avrebbe dovuto scegliere quale area verde gestire, rinunciando ad una delle due, qualcuno, forse ben introdotto, ha deciso di lasciare le cose come stanno, evitando di dover imporre la dolorosa scelta, e dopo 12 anni il fortunato presentatore del progetto continua a lavorare in contemporanea nelle due proprietà pubbliche comunali, in barba al regolamento comunale. Tutto ciò è passato nel dimenticatoio, si sono alternati vari funzionari e dirigenti alla guida del X Dipartimento, è cambiato il colore politico delle amministrazioni comunali, ma il nostro fortunato gestore del Pincio e del Gianicolo ha continuato imperterrito nella sua attività”. “Poiché i cittadini – conclude Inches – ed io stesso ci chiediamo chi controlla i controllori, ho ritenuto doveroso, anche in questo caso, presentare analoga querela per poter individuare con nomi e cognomi i responsabili di questa inquietante storia, con l’augurio che la magistratura possa dare un forte segnale rispetto al fatto che non è possibile più tollerare queste situazioni”.