LA SAPIENZA: 24 AULE MULTIMEDIALI E IPERTECNOLOGICHE

LA SAPIENZA TECNOLOGICANell’aula 3 di Lettere e Filosofia si arriva, si apre il pc (ancorato) sul banco e si studia. Finito si chiude e si lascia lì: ce ne sono 82, uno su ogni postazione, a disposizione di tutti. Lo stesso ad Economia, Aula 8b. Nell’aula Galasso di Giurisprudenza, i lucernari si aprono e chiudono da soli in caso di pioggia e l’intera parete dietro la grande cattedra di legno diventa un grande schermo dove vedere filmati comodi sulle poltroncine, come al cinema. E nascosti nel muro decine di pannelli audio. Nell’aula Grassi di Scienze Naturali dietro il vecchio controsoffitto sono state scoperte le antiche finestre ed ora l’arena da 129 posti ogni mattina s’inonda di luce. Tutti i banchi sono cablati. Il wifi aleggia su tutta la città universitaria. Le lavagne luminose calano dal soffitto e si fa lezione anche sui maxischermi. Benvenuti alla Sapienza 4.0, dove i quasi 120 mila studenti iscritti troveranno ambienti sempre più moderni e all’avanguardia. Quasi 153 milioni investiti, di cui 115 circa dai fondi della Banca Europea. Oltre 2 mila posti rinnovati in 24 aule già riaperte. Altre 77 arriveranno presto. Multimediali, tecnologiche, pulite e restaurate. E ovunque il rosso bordeaux scuro, il «Rosso Sapienza», su muri, poltroncine, pannelli. Dopo poco più di un anno dall’annuncio, l’ateneo più grande d’Europa mostra i suoi spazi restaurati grazie al piano di riqualificazione che in 5 anni prevede interventi in tutti gli edifici dell’università: 285 strutture vincolate dalla Sovrintendenza che vanno dal palazzo del ‘400 in San Pietro in Vincoli a quello di Fontanella Borghese, da Valle Giulia a tutta la Città universitaria. Decine di progetti e sotto progetti seguiti dall’ufficio tecnico della Sapienza che per alcuni casi ha gestito «in house» tutta la realizzazione. E poi ci saranno le nuove biblioteche di Lettere e Giurisprudenza, l’ampliamento del comprensorio di Borghetto Flaminio, le residenze universitarie di via Osoppo, la messa in sicurezza anche dal punto di vista sismico di tutti i palazzi, impianti fotovoltaici sui tetti, domotica per il risparmio energetico. E verrà restaurato il grande scalone di travertino al centro, dietro alla Minerva. «Non siamo stati fermi», sorride il rettore Eugenio Gaudio che ogni 4 mesi chiede conto dello stato dei lavori: «Vogliamo che la Sapienza sia una risorsa per l’Italia, qui abbiamo un capitale umano e professionale altissimo, sia tra i docenti che tra gli studenti e a loro vogliamo offrire il massimo: saranno il futuro del nostro Paese». Fonte: Corriere della Sera