POLICLINICO: ARRIVATI 3.750 GIOVANI IN COMA ETILICO IN 5 ANNI

movida-san-lorenzoL’alcol, soprattutto tra i giovani, continua ad essere il principale fattore di rischio per la salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, rileva che l’uso nocivo di questa sostanza provoca 3,3 milioni di morti ogni anno in tutto il mondo, ossia il 15,9% del totale dei decessi. Circa il 25% delle morti nei giovani di età compresa tra i 20 ei 39 anni sono attribuibili all’alcol. Per di più, il 5,1% dell’onere globale delle malattie e degli incidenti è imputabile all’alcol. Nel solo Policlinico Umberto I a Roma i giovani ricoverati per coma etilico in 5 anni sono stati 3.750. Per questo la regione Lazio e il suo centro Alcologico di riferimento hanno messo a punto delle linee guida per il trattamento dell’astinenza e della dipendenza da alcol, per fornire agli policlinico umberto Ioperatori che lavorano nell’ambito del Disturbo da Uso di Alcol, indicazioni e raccomandazioni per gestire in modo omogeneo la patologia nei suoi aspetti di diagnosi e cura. A questo codice di comportamento per gli operatori hanno collaborato esperti della Società Italiana delle Tossicodipendenze (Sitd), della Società Italiana per Il Trattamento dell’Alcolismo e delle sue Complicanze (Sitac), della Società Italiana Patologie da Dipendenza (Sipad), della Società Italiana di Psichiatria delle Dipendenze (Sipdip) e il Cnr. Secondo gli addetti ai lavori infatti, le professionalità coinvolte parlano, spesso, linguaggi diversi, seguono modelli di riferimento differenti e hanno grandi difficoltà a comprendersi e a collaborare. L’obiettivo principale delle Linee Guida è stato, quindi, quello di fornire agli operatori indicazioni e raccomandazioni per gestire in modo omogeneo la patologia nei suoi aspetti di diagnosi e cura. La dipendenza da alcol, riferisce Mauro Ceccanti responsabile del centro di riferimento alcologico del Lazio «deve essere affrontata mettendo in campo le forze disponibili, creando un coordinamento efficace e una strategia comune al fine di consentire una raccolta di informazioni condivisibili e sfruttabili per migliorare la qualità dell’assistenza fornita dai servizi e dare una risposta omogenea agli alcolisti e alle loro famiglie». Fonte: il Messaggero