VILLA PONIATOWSKI, UNA STORIA LUNGA PARECCHI SECOLI

LA VILLA IN UN INCISIONE DI VASI DEL 1761Il complesso degli edifici che compongono la Villa Poniatowski nel quartiere Flaminio fa parte di una vasta tenuta, estesa dalla via Flaminia e adiacente alla via di Villa Giulia. La Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Etruria meridionale, che ha sede proprio a Villa Giulia, promosse il recupero del vasto complesso nell’ambito dei più vasti piani di recupero via_Flaminia_-_Palazzetto_di_Pio_IV_e_fontana_1701_1000882previsti dal “Giubileo 2000” e per “Roma Capitale”, proponendone la sistemazione museale come estensione del Museo presente nella Villa Giulia stessa. Gli edifici oggetto dell’intervento di séguito illustrato comprendono gli annessi alla Villa vera e propria e cioè gli ex Studi Artistici e le ex Concerie Riganti. Villa Poniatowski nel corso dei secoli ha subìto variazioni di confini e di proprietari. Dopo il 1570 il VILLA PONIATOWSKICardinale Pier Donato Cesi acquistò la proprietà che già nel 1581 fu descritta da Michel de Montaigne come una delle ville più belle di Roma. Risale al 1683 un’incisione di G. F. Venturini, che mostra una veduta della Villa detta dei Borromeo, per via del fatto che il Cardinale Federico Borromeo fosse figlio di Giulio Cesare, marito di Giovanna Cesi. Nel 1702 la Villa fu ceduta dai PIAZZALE VILLA GIULIACesi ai Sinibaldi che, dopo averla fatta trasformare in forme barocche, nel 1798 la vendettero ai Candelori. Nel 1800 la proprietà passò dai Candelori a Stanislao Poniatowski, il quale la fece trasformare dal Valadier, per poi a sua volta cederla nel 1826 all’inglese Richard Sykes. Alcuni elementi del VILLA GIULIAprogetto del Valadier si ritrovano forse nella veduta di Parboni che è coeva perché eseguita nel 1818. Dopo il 1826 la Villa cambiò più volte di proprietà, fino a quando nel 1871 entrò in possesso della famiglia Riganti. Questi ultimi ne proseguirono lo smembramento fino a che, nel 1989, la Villa passò allo Stato insieme alla Conceria, ma priva del terreno adiacente, venduto negli anni precedenti allo scopo di ampliare e migliorare le attrezzature del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.