LE NOTTI INSONNI DI PIAZZA CAPRERA

PIAZZA CAPRERA BY NIGHTMancano  pochi minuti alle 22 quando le prime microcar sfrecciano in via degli Appennini e approdano, sgommando, nella piazza gioiello resa celebre da Ettore Scola in “C’eravamo tanto amati”. Gli stereo sparano musica techno a tutto volume. Non è ancora l’ora del pallone né dei cori da stadio urlati a perdifiato fino all’alba. Ma la notte da incubo in piazza Caprera è già iniziata. Lo sanno i residenti, uniti in un comitato per provare a difendersi dalla “dittatura del rumore”. Lo sanno i ristoratori di quest’angolo incantato del quartiere Trieste, vittime dei danneggiamenti notturni. E, prima della chiusura, costretti a tutelare la clientela dalla PIAZZA CAPRERAmaleducazione delle comitive che si radunano intorno alla fontana realizzata nel 2001 col progetto “Cento piazze”. Intorno alla vasca impreziosita dalle sculture dell’artista francese Jacques Zwobada si radunano le “tribù” della Roma bene. Le stesse che nell’arco della notte si spostano anche in piazza Mincio, piazza Euclide, Villa Balestra. Angoli di città trasformati in discoteche a cielo aperto. Dove le ore sono scandite dal consumo di alcol e marijuana. I decibel salgono senza controllo. I residenti insorgono. “Siamo esausti di passare le notti in bianco per la musica a tutto volume, i cori e le sgommate delle macchinette di queste comitive di cafoni “, si sfoga Francesco Bartocci, impiegato 47enne residente in via dei Laghi, una delle strade che incrociano piazza Caprera. Protagonisti sono i giovani liceali del Giulio Cesare, dell’Avogadro e del liceo Maria Ausiliatrice. Appena 16enni sono “professionisti” del drifting, la derapata in controsterzo eseguita a bordo delle microcar modificate a peso d’oro. Sono i primi ad arrivare in piazza. A loro, verso le 23, si uniscono i 18enni a bordo delle moto Yamaha e Suzuki di grossa cilindrata. Come per i 20enni che scendono dalle Mercedes e dalle Bmw parcheggiate in seconda fila, restano in piazza il tempo di una birra. I più grandi puntano alle discoteche estive, ma tornano alticci alle tre del mattino e proseguono fino al sorgere del sole. Accade tutte le notti da quando hanno chiuso le scuole. Tre giorni fa, un gruppo di otto ragazzi, tutti maggiorenni, sono stati identificati dalla polizia, allertata da decine di residenti. A incastrare i più esagitati c’è anche un video. I cittadini li hanno ripresi mentre alle 5 del mattino si sfilavano le camice bianche e iniziavano a intonare gli slogan del calcio trasformando la piazza nella curva di uno stadio. Adesso partiranno le denunce. “Li conosciamo tutti – racconta il presidente del comitato di quartiere, Andrea Prezioso, 43 anni, titolare del Bar Caprera – ci abbiamo parlato mille volte. Gli chiediamo di smetterla, loro rispondono si e poi la notte dopo ripetono lo stesso copione “. I maschi giocano a calcio disturbando i commensali dell’unico ristorante della piazza. Le ragazze, maglietta e gonna nere, anfibi ai piedi, se ne stanno sedute a bere sul bordo della vasca. Le serate iniziano così, prima di trascendere. “È una cosa insostenibile – esclama Alberto, 40 anni – io l’altro giorno sono sceso e c’ho parlato: sa cosa hanno risposto? “Scusa, amo un po’ esagerato””. Effetti dell’alcol che acquistano al supermercato aperto 24 ore in via Ajaccio e che si somma ai bicchieri già tracannati durante la serata in discoteca. I carabinieri hanno intensificato i controlli in tutte le zone colpite dal problema. Intanto il municipio II sta correndo ai ripari. “La prossima settimana incontrerò le forze dell’ordine – spiega la minisindaca Francesca Del Bello – ma la repressione da sola non basta. Abbiamo eletto il consiglio municipale dei giovani: con loro voglio individuare delle soluzioni di lungo periodo. Specie per i più grandi servono spazi sociali che loro possano autogestire. Solo così si risolve il problema delle notti da incubo in piazza Caprera”. Fonte: la Repubblica