UN LIBRO RACCONTA STORIE E PERSONAGGI DEL TRIESTE-SALARIO

COPERTINACento  ritratti, cento storie per raccontare quel lembo di Roma che racchiude il laghetto di Villa Ada, i pini e i lecci del parco Nemorense, i palazzi dall’architettura da fiaba del Coppedè. Ma anche il dolore degli anni di Piombo con piazza Vescovio e viale Libia, che lì su quell’asfalto videro morire Francesco Cecchin e Paolo Di Nella.”I volti, le arti e i mestieri. Il quartiere in 100 personaggi (+1)”. Così si presenta CommunityBook, il volume edito da Typimedia che vuole parlare di Roma attraverso i suoi quartieri. E lo fa partendo dal Trieste-Salario, che nella ormai sdoganata “Roma Nord” fa da cerniera tra il centro e le aree appena più periferiche. Al centro di questo “reportage dal basso”, un’operazione editoriale che nella Capitale di oggi è soprattutto culturale e per molti aspetti antropologica, ci sono le persone (e i personaggi). Prima di tutto con i loro volti, poi il loro vissuto e le relazioni sociali che lasciano intravedere una “città-paese” di cui, spesso, nella quotidianità si perde la percezione. Ecco così che, sfogliando le pagine, puoi incontrare l’attrice Margherita Buy e il regista Dario Argento, lo scrittore Edoardo Albinati e l’immunologo Ferdinando Aiuti, il regista Pier Francesco Pingitore e il pittore Enrico Benaglia, ma anche la sarta novantenne che racconta dei vestiti fatti con i paracadute degli Alleati e la psicologa che con gli anziani del centro “Il Girasole” realizza le pigotte dell’Unicef. Oppure la “conservatrice” Sabrina Fiorino, che con il suo gruppo tutto femminile delle Gmg (Gioiose macchine da guerra) recupera opere d’arte perfino dalle vecchie navi e le restituisce alla fruizione pubblica. E ci sono i commercianti, quelli che stanno lì da una vita. E le nuove attività di uno spicchio di città pronto a cavalcare i cambiamenti, cercando di non perdere la sua identità di quartiere borghese. Ogni persona in CommunityBook diventa un personaggio, con un grande foto-ritratto in bianco e nero e con un racconto che comprende anche i luoghi del cuore a cui si è legati. Villa Ada, Coppedè, la Sedia del Diavolo, Santa Costanza e molti altri emergono come un patrimonio di ricordi, di abitudini e di affetti condivisi, ma la memoria include anche il mitico Piper di via Tagliamento, il San Leone Magno dove studiò anche il presidente Sergio Mattarella e il liceo Giulio Cesare, crocevia di molti studenti.