LETTERE RUBATE ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE, INQUISITO RICETTATORE

 Hanno acquistato alcune lettere originali e preziose scritte da Gabriele D’Annunzio e Silvio Pellico, che erano state rubate nel  2012 dalla Biblioteca nazionale di Roma. Le missive scomparse erano poi riapparse in vendita sul web e nei mercatini dell’antiquariato. Per la procura, i cinque acquirenti sono colpevoli di ricettazione. La ricostruzione della pm Laura Condemi è stata accolta dal gup Flavia Costantini, che ha rinviato a giudizio uno dei collezionisti, fissando  l’udienza dibattimentale al prossimo 5 luglio. Il giudice ha anche  disposto la trasmissione degli atti, per competenza territoriale, alle procure di Treviso e Milano, in relazione agli altri quattro imputati. Tra i documenti trafugati e acquistati, ci sono anche alcuni atti della polizia di Stato e della gendarmeria vaticana. Nel capo d’imputazione si legge  che le «lettere  manoscritte, a firma di Gabriele D’Annunzio e Silvio Pellico» sono in tutto 41 e hanno «la medesima provenienza delittuosa». Perquisendo l’abitazione del collezionista, i carabinieri hanno trovato anche «34 pugnali di varia forgia e fattura, due spade in ferro, una delle quali risalente alla metà di diciannovesimo secolo e recante l’incisione Guardia Civica Pontificia 1847 e un moschetto modello Balilla», è scritto negli atti della procura.  Gli autori del clamoroso furto avvenuto nella  Biblioteca di Castro Pretorio, invece, non sono mai stati identificati. Fonte: il Messaggero